Racconti di crescita personale - UYM

Racconti di crescita personale: ho scritto questo breve racconto per te.

Diego entrò nella stanza e rimase sorpreso di trovarselo di fronte con quello sguardo che lo puntava dritto. Notò però che c’era qualcosa di diverso. Gli occhi un tempo brillanti e capaci di trasmettere emozioni avevano adesso una sorta di velo, sembravano opachi, spenti. “Tristi” pensò. “Ecco cosa c’è di diverso.” I capelli erano arruffati e molto probabilmente avevano le stesse pieghe rilevabili sul cuscino. Il pizzetto, solitamente ben curato, sembrava aver perso quell’immagine ordinata che lo caratterizzava. Indosso aveva una maglietta abbondante che celava in parte l’esile figura. Il giro collo era liso e senza forma.
Pensò tutto questo in una manciata di secondi anche se avrebbe potuto giurare di essere rimasto lì ad osservare quel volto per svariati minuti.

Racconti di crescita personale – La Svolta

Racconti di crescita personale: lo stallo

“Diego? Dai rispondi, sono io! Come stai, tutto bene? Dai forza richiamami quando hai un attimo. Potremmo uscire insieme stasera se ti va… smettila di fare così ed esci. Devo riattaccare è arrivato il capo e sicuramente mi chiederà nuovamente quando rientri… non so più cosa inventarmi… devo andare… e mi raccomando richiama!” 
Il bip prolungato della segreteria telefonica smorzò per alcuni istanti il rumore delle macchine giù in strada. La finestra aperta faceva entrare un leggero venticello che mitigava parzialmente l’afa di quelle calde giornate.
I clacson sembravano strombazzare disordinatamente come volessero amplificare il caos mattutino di Firenze.

 

Diego si avvicinò a quella figura. Appoggiò le mani sulla fresca e liscia superficie del lavandino. Ruotò il volto di lato per avere una visione d’insieme, per cercare qualcosa che neppure lui sapeva. Il suo riflesso era davanti a lui e nonostante cercasse di sforzarsi nessun sorriso apparve. Diego era stanco ma non era sonno quello che lo aveva reso la persona che in quel momento aveva di fronte a sé.
Cominciò a rivedere vecchi momenti e non poté fare a meno di pensare a quante cose avrebbe voluto fare una seconda volta per potersi riscattare. Nei suoi 29 anni si accorse solo in quel momento che il tempo è realmente un bene prezioso. Per la prima volta in tutta la sua vita ebbe la consapevolezza che ogni attimo lasciato alle spalle non sarebbe mai più tornato indietro. Per quanto banale fosse quel pensiero si accorse che di scontato non aveva proprio niente.
Non poté fare a meno di richiamare alla memoria le volte in cui aveva rimandato, le occasioni che aveva sprecato convinto, con ingenua leggerezza, che ci sarebbe stato sempre tempo per fare tutto. Il tempo invece non fa eccezioni con nessuno: ogni istante trascorso è un attimo andato e sta a noi decidere se sfruttarlo per creare qualcosa o lasciarcelo sfuggire. Ogni attimo è un istante in meno che abbiamo, ogni istante moriamo un po’.
Ogni istante trascorso è un attimo andato. Ogni istante moriamo un po'. (Marco Cammilli) Click to Tweet

 

 

Racconti di crescita personale: la consapevolezza

Diego afferrò quel turbine di pensieri amari ed immaginò di buttarli tutti dentro un grosso scatolone. C’erano alcune scelte sbagliate, alcuni consigli sbagliati di amici sbagliati… C’erano momenti in cui l’incapacità di gestire le emozioni lo aveva portato a ferire le persone che amava, a dire cose che non avrebbe mai voluto dire. Proprio a quelle persone, il suo inconsistente coraggio non ebbe mai forza e tempo per chiedere scusa.

Ma non era un problema, Diego avrebbe avuto tutto il tempo per farlo ed ogni giorno che passava andava a letto raccontandosi che il giorno successivo sarebbe stato quello giusto: il domani era il giorno perfetto.

Scorse mentalmente tutte quelle persone che gli erano state vicine, che avevano fatto parte della sua vita. Pensò ai genitori, soffermandosi su tutti i sacrifici che avevano fatto per lui. Non che Diego non avesse voluto loro bene, tutt’altro li adorava, ma aveva fatto un grandissimo quanto irrimediabile errore: aveva dato per scontata la loro presenza. Quando se ne accorse era troppo tardi, non c’erano già più. Un brutto incidente se li era portati via entrambi e quel domani che tanto piaceva a Diego per fare le cose, per dire loro quanto erano stati importanti per lui, non sarebbe mai più arrivato. “Nel momento in cui dai per scontata la presenza delle persone significa che le stai già perdendo.” pensò Diego scuotendo la testa.

 

Nel momento in cui dai per scontata la presenza delle persone significa che le stai già perdendo. (Marco Cammilli) Click to Tweet

 

Poi immaginò di afferrare quella maledetta paura che troppe volte lo aveva messo al tappeto.
Intanto dalla Tv in sala qualche trasmissione sui mondiali di calcio faceva pronostici sulla squadra che si sarebbe aggiudicata la coppa.
“Paura 20 – Diego 0”  pensò.

 

Racconti di crescita personale: la rivincita

A quel pensiero lo specchio rimandò un primo accenno di sorriso. Da tempo non accadeva. Gli occhi sembravano essersi arricchiti di quella piacevolissima vista e di quel pensiero sarcastico.
“Allora non è finita. Quella persona esiste ancora, devo solo dargli modo di riemergere.”
Un lampo sembrò guizzargli negli occhi. Si voltò di corsa lasciandosi alle spalle il bagno e gettandosi sulla scrivania di camera alla ricerca di un pezzo di carta e di una penna. Buttò malamente a terra i vestiti che da alcuni giorni stazionavano ovunque. Un bicchiere di vetro, urtato inavvertitamente, si schiantò a terra finendo in mille pezzi e riversando sul parquet un po’ di birra.
Diego sembrò non curarsene e le sue mani continuarono a muoversi freneticamente tra cassetti e cassettini della scrivania. Non ebbe neppure il tempo di sedersi perché quello che aveva pensato e che voleva scrivere avrebbe cambiato la sua vita. Non poteva permettersi di lasciarselo sfuggire. Per la prima volta decise consapevolmente che non avrebbe rimandato. Non lo avrebbe più fatto.
Afferrò la penna togliendo malamente il cappuccio con la bocca. Si gettò sul foglio e scrisse quelle poche parole che prepotentemente gli martellavano in testa.

 

Fece un lungo sospiro.
Chiuse la penna, l’appoggiò a fianco del foglio, spostò la sedia e si sedette. Prese in mano il pezzo di carta ed ammirò ciò che aveva scritto. Si sentiva fiero di sé, felice, consapevole di aver preso la decisione più importante della sua vita.

 

Alzò il foglio e lesse con orgoglio:

 

…e da oggi si cambia!

Firma Marco Little UYM

Articolo – Racconti di Crescita Personale – Immagine tratta da Google Immagini

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Ciao, mi chiamo Marco Cammilli e sono l'autore di UpgradeYourMind. Voglio condividere con te i miei studi e le mie esperienze nell'ambito della crescita personale. Scopri le strategie pratiche e immediate per migliorare la qualità della vita. Buona navigazione. Marco.

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8 commenti
  1. Ringhio70
    Ringhio70 dice:

    E questo? Come lo devo interpretare? Stamani mi arriva la tua consueta mail e mi aspettavo un qualche post su come conquistare il mondo in 5 mosse ;-P
    ed invece mi trovo questo… racconto? La cosa mi ha piacevolmente sorpreso. Attendo con curiosità il seguito.

    Ciao.

    Ringhio70

    Rispondi
    • Wisteria
      Wisteria dice:

      Ciao Ringhio70, stavo giusto scrivendo il mio commento quando è apparso il tuo. Sono rimasta spiazzata anch’io da questo post di Marco. Non mi è chiaro se è farina del suo sacco o se è una storia ripresa e strutturata in più racconti. Non che cambi la questione, è comunque un bel racconto… lo vorrei però sapere, giusto per curiosità.
      Vediamo Marco (che non tarda mai a rispondere) cosa dice.
      Comunque mi è piaciuto molto perché mi ha saputo spiazzare ed emozionare sopratutto quando affronta il discorso del rapporto con i genitori… non più presenti.
      In attesa della sua risposta i miei 5 smile li ho messi. 🙂
      Grazissimissime

      Rispondi
        • Wisteria
          Wisteria dice:

          Non avevo fatto caso. Hai ragione. Allora il racconto acquista ancor più valore. Un conto è appoggiarsi ad altre fonti, altro paio di maniche è creare tutto da zero. Complimenti.

          Rispondi
          • Marco Cammilli
            Marco Cammilli dice:

            Ciao Ringhio70, Wisteria, oggi ho voluto postare un articolo diverso dal solito.
            Tutti gli argomenti che tratto nel mio blog sono strettamente legati alla qualità della nostra vita. Mi sono detto: perché non trattare questi argomenti attraverso dei racconti scritti ex novo? Perché non entrare in contatto con le persone che mi leggono attraverso delle mie storie?

            Mi fa molto piacere che il racconto vi sia piaciuto.

            Oggi avete incontrato Diego.
            E domani ? 😉

            Rispondi
  2. Wisteria
    Wisteria dice:

    Non vorrai dirci che il racconto di Diego è stata una meteora? Io voglio sapere cosa succede! Stiamo scherzando! 🙂
    Non ci crederai ma alla fine del tuo racconto ho cominciato a pensare cosa avrebbe fatto Diego.
    Io voglio leggere il seguito.
    Grazissimissime

    Rispondi
  3. Roby
    Roby dice:

    Questa improvvisa sterzata in prima battuta lascia perplessi ma stimola
    anche domande quali: che cosa è, come s’ inquadra, quale seguito avrà ?
    E quest’ ultima si apre su un ventaglio di ipotesi stuzzicanti.
    Serie di racconti, serie di capitoli a tema raccolti in un romanzo ?
    Programmi non di poco conto. Resto in attesa.

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Vedo che il mio racconto ha spiazzato positivamente un po’ tutti. Mi fa molto piacere. 🙂
      Ho molte idee che mi frullano vigorosamente in testa e che a stento riesco ad afferrare. Vediamo cosa salterà fuori!
      Stai sintonizzato anche tu Roby.
      Grazie
      Marco.

      Rispondi

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