Rimandite

Sei affetto da Rimandite? Vuoi sapere se anche tu sei stato contagiato da questa terribile malattia? Continua a leggere e scoprirai come fare a guarire dalla Rimandite!

La Rimandite

Ognuno di noi conosce amici che cominceranno la dieta la prossima settimana, che smetteranno di fumare con l’arrivo del nuovo anno, che si segneranno in palestra il mese venturo, che cambieranno lavoro a breve, che prenderanno quella decisione domani… più o meno.

Questo comportamento viene spesso definito come “ Rimandite ” cioè la capacità di non agire spostando ripetutamente la decisione di affrontare il problema a un domani che non arriva mai.

Il tempo è come un fiocco di neve, scompare mentre cerchiamo di decidere che cosa farne. (R. Battaglia) Click to Tweet

Perché ci comportiamo in questo modo? Perché tendiamo a procrastinare le nostre decisioni e le nostre azioni?

Sappiamo benissimo che un’alimentazione squilibrata crea problemi nel lungo periodo, che il fumo nuoce gravemente alla salute. Ognuno di noi conosce amici che si portano dietro gli effetti negativi di questi atteggiamenti. Siamo circondati da esempi concreti che ci mostrano chiaramente cosa succede in questi casi e nonostante questo continuiamo a rimandare. Perché ci comportiamo così?

Perché siamo affetti da Rimandite!

Rimandite - Tardi - UYM

Rimandite – Tardi – UYM

Tutto ruota attorno all’errata convinzione che non prendere una decisione permetta di salvaguardarci. Commettiamo l’errore di convincerci che se non decidiamo non ci esponiamo ed in qualche modo possiamo prendere tempo per decidere poi con calma, molta calma, il da farsi.

Avete mai pensato che il non decidere è comunque una decisione? Sì, è proprio così, perché hai deciso consapevolmente di non decidere.

E’ proprio vero, la Rimandite è una brutta malattia!

“Ammazzare il tempo, invece di impiegarlo come la vera sostanza della vita vissuta e non semplicemente trascorsa, è senz’altro il peccato dei peccati.” (Bernard Berenson)

Si dice: “il tempo è denaro” ed in effetti ne abbiamo così poco a disposizione che è diventato sempre più un bene estremamente prezioso. Se questo è vero allora è proprio uno spreco non agire rimanendo affacciati alla finestra come inerti spettatori della nostra vita.

Se apprezzi il contenuto di questo articolo sulla Rimandite ti chiedo di condividerlo con le persone a cui tieni. Ti ringrazio.

“Marco, Marco, sono malato di Rimandite, come posso fare? Hai una cura da prescrivermi che funzioni davvero?”  😐

I 4 ingredienti per sconfiggere la Rimandite:

  1. Consapevolezza
  2. Piccole decisioni
  3. Scadenze
  4. Prendere posizione

1. Consapevolezza

Come possiamo migliorare la nostra vita se rimandiamo? Questo è un ottimo punto di partenza per cominciare a guarire. Avere ben scolpita in testa questa domanda permette di avere maggiore consapevolezza che per migliorare dobbiamo prendere decisioni. Ricorda sempre che se ogni giorno continuerai a fare ciò che hai sempre fatto è molto probabile che otterrai sempre lo stesso risultato.

2. Piccole decisioni

Il secondo punto su cui lavorare è quello di imparare a prendere piccole decisioni. Questo atteggiamento contribuirà in maniera importante a modificare l’immagine che abbiamo di noi, trasformandola da quella di una persona che tende a non agire a persona che decide. E’ un ottimo e semplice allenamento mentale per imparare a prendere decisioni importanti. La Rimandite avrà i giorni contati!

3. Scadenze

Lavora con delle scadenze perché altrimenti, come dice la legge di Parkinson, “La durata di un lavoro tenderà sempre ad allungarsi fino ad occupare tutto il tempo a disposizione”. Definisci quali sono gli strumenti che ti occorrono per raggiungere il tuo obiettivo e prendi la decisione di agire. Non lasciarti bloccare dalle spire della rimandite!

4. Prendere posizione

Ultimo punto è quello di esporsi con la decisione che abbiamo preso. Vuoi dimagrire? Perfetto, dillo ai tuoi amici, prendi pubblicamente posizione riguardo il fatto che vuoi tornare in forma. Questo ti darà ulteriore forza e costanza nel perseguire il tuo obiettivo. Non vuoi certo fare brutta figura con i tuoi amici! 😆

Come vedi non è poi così difficile guarire basta lavorare con costanza su decidere e fare, decidere e fare. Recitalo come fosse un mantra e vedrai che la Rimandite sarà solo un ricordo.

“If you can’t than you must”, letteralmente “Se non puoi allora devi”, dice Antony Robbins, famoso formatore internazionale. Se pensi di non essere in grado di farlo allora fallo, agisci! Must in inglese rappresenta un dovere, un obbligo, in questo caso con te stesso, ed in quanto tale non puoi esimerti dal farlo. Quando comincerai a vedere che quel problema insormontabile non lo era affatto capirai quante risorse positive ci sono dentro di te e così facendo, passo dopo passo, problema dopo problema, soluzione dopo soluzione, accrescerai la sicurezza in te stesso, la tua autostima e rimarrai felicemente “intrappolato” in questo circolo virtuoso.

Ti sei mai chiesto come sarebbe la tua vita oggi se non avessi rimandato ogni volta? Cosa sarebbe successo se avessi deciso di sconfiggere tempo fa la Rimandite?

  • Se non avessi rimandato quel corso d’inglese?
  • Se non avessi rimandato l’iscrizione in palestra?
  • Se non avessi rimandato la decisione di cambiare lavoro?
  • Se non avessi rimandato la decisione di aprire il bar dei tuoi sogni?
  • Se non avessi rimandato l’incontro con quel tuo amico?
  • Se non avessi rimandato la lettura di quei post sulla crescita personale?  😀
  • Prova a pensare al tipo di vita che potresti vivere oggi.

Se OGGI non stai vivendo i tuoi sogni è perché IERI hai deciso di rimandare a DOMANI.

Questa frase è molto importante e se fossi in te mi soffermerei qualche minuto a riflettere e a rileggerla. Rileggila ancora in modo che il significato profondo di ogni parola rimanga ben impresso in mente.

Dato che è da poco cominciato il nuovo anno hai per caso buttato giù una lista degli obiettivi che vuoi raggiungere? Se lo hai fatto sei già un passo avanti rispetto a tanti altri che nonostante tutti i loro “vorrei” non hanno avuto ancora il tempo di scrivere su un foglio quali obiettivi raggiungere. Sì hai letto bene, la maggior parte delle persone non riesce a trovare mezz’ora di tempo per decidere della propria vita.

Questo per loro non è, apparentemente, un grosso problema: potranno sempre farlo DOMANI!

Firma Marco Little UYM

Articolo Rimandite – Immagine tratta da Flickr e da Evan

Matita - UYM

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Ciao, mi chiamo Marco Cammilli e sono l'autore di UpgradeYourMind. Voglio condividere con te i miei studi e le mie esperienze nell'ambito della crescita personale. Scopri le strategie pratiche e immediate per migliorare la qualità della vita. Buona navigazione. Marco.

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13 commenti
  1. laura
    laura dice:

    Caro Marco ……….. io di rimandite soffro per una sola cosa: la dieta!!!! so che mangiando “oculatamente” si sta molto meglio (l’ho provato) ma il fatto è che VOGLIO decidere io cosa mangiare…. E allora, magari alla sera quando sono più stanca: “ma chi se ne frega, mangio quello che mi pare!”. Poi faccio il coccodrillo e mi pento, penso che la sera successiva sarà diverso e invece …….. Se sono rilassata è tutto più facile ma nei periodi stressanti sono a caccia di dolci come un cane da tartufo. Mi chiedo se forse non voglio poi farla questa dieta del cavolo, ci sono tante persone rispetto alle quali io sono una silfide …… Prometto che almeno mi prenderò le mie responsabilità ….

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Laura, non sono un tuttologo per cui non sono in grado di esprimermi in maniera dettagliata e puntuale sulle diete, su come funzionano e come devono essere strutturate: lascio questo a dietisti e dietologi. Detto questo però mi voglio soffermare invece sull’ aspetto mentale. Mi vengono in mente le numerose diete che spopolano quando ci avviciniamo al periodo estivo e i numerosi attrezzi da fitness che gridano dalle tv locali al miracolo! Il fatto è che pur partendo con ottimi propositi ci ritroviamo poi a distanza di qualche settimana nuovamente a passare dal “VIA”: nuovamente a capo. “Ma come? Questa volta ero davvero convinto di farcela! Eppure mi ero impegnato molto, ero certo che avrei seguito questo percorso, ecc ecc.” Perché succede questo?
      La spiegazione è molto semplice: come possiamo pensare di perdere peso se la dieta viene vissuta come una maledizione, una privazione e l’attività fisica come una punizione? Quante settimane potremmo mai durare in queste condizioni? Poche. Quello che consiglio di fare, al di la del tipo di dieta da seguire, è quello di trovare la giusta motivazione. Senza questa Laura non si ottengono benefici ma solo pessimi risultati i quali, quando cominceremo la nuova dieta del momento, saranno pronti a ricordarci che l’ultima volta e quella prima ancora non è andata affatto bene. La giusta motivazione è il carburante che ci farà andare avanti con costanza e determinazione, che ci farà fare i salti mortali e saremo perfino ben felici di farli perché consapevoli che ci porteranno al nostro obiettivo. Cerca di capire il motivo per cui vuoi perdere peso e lavora su questo aspetto. Il fatto che tua sia consapevole che la responsabilità è tua è indice che sei sulla giusta strada. In bocca al lupo!

      Rispondi
  2. Ringhio70
    Ringhio70 dice:

    La cosa che mi lascia sempre spiazzato nei tuoi articoli è la semplicità con cui si potrebbe intervenire in modo importante sulla propria vita. Leggo l’argomento, mi ritrovo in molte cose che dici, mi aspetto un consiglio incredibile, una tecnica che arriva dal Nepal tramandata da migliaia d’anni da maestro a discepolo ed invece mi trovo quattro semplici dritte, piazzate lì, nel bel mezzo del tuo post che mi inchiodano alle mie responsabilità: sono quello che ho scelto di essere e non ho scuse da addurre nè colpe da condividere.

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Apprezzo molto ciò che hai scritto perché mi fa capire che sto andando verso la giusta direzione. Nel tuo commento riassumi esattamente quello che è l’obiettivo di UYM: offrire soluzioni semplici, immediate e concrete per migliorare la qualità della propria vita. Grazie Ringhio70.

      Rispondi
  3. Pierfilippo
    Pierfilippo dice:

    Avendole sperimentate per 2 volte, posso dire che sulle diete c’è solo una cosa che ti fa raggiungere l’obiettivo: la forza di volontà. Senza quella, non si arriva alla fine (nella dieta come in molte altre cose).
    Riguardo alla Rimandite vorrei portare all’attenzione di Marco e degli altri uno strumento utile all’organizzazione: il Getting Things Done (o GTD). E’ un’ingegnerizzazione del tempo (un po’ come il metodo agile usato in ingegneria del software) e permette non solo di organizzarsi tra mille impegni ma anche di capire cosa si rimanda, dando priorità e capendo cosa va sistemato. E’ un metodo sulla gestione del tempo ma ti permette di capire quanto sei affetto da Rimandite e se è possibile praticare qualche “cura”. Il GTD si può usare per lavoro ma anche per tutte le faccende del quotidiano o casalinghe. Vi rimando all’articolo sul blog di un mio amico che lo utilizza da tempo e ne trae giovamento:
    http://www.ccworld.it/2010/12/il-mio-personale-gtd-gli-strumenti/

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Sono convinto come te che senza forza di volontà si riescano a fare solo pochi passi. Detto questo sono convinto che con la sola forza di volontà si vada solo poco più avanti. La forza di volontà deve essere infatti ancorata a qualcosa di più forte perchè possa essere duratura e questo qualcosa è la giusta motivazione, lo scopo per cui vuoi prendere quella determinata strada.
      Ti ringrazio per quanto riguarda il Gtd (Getting things done che possiamo tradurre con “fare in modo che le cose vengano fatte”) è un metodo di gestione del tempo che conosco ma non ho mai sperimentato.
      Grazie quindi del tuo prezioso suggerimento Pierfilippo che mi sprona ad utilizzare questo metodo in modo da discuterne per bene in un prossimo post! 🙂

      Rispondi
  4. Roberto
    Roberto dice:

    La rimandite è uno dei mali dell’ Italia se non il + grave. Si passano
    20/30 anni a parlare sempre delle stesse cose, sempre delle cose che si
    dovrebbero fare ma che poi non si fanno: la Politica !!!!E se non si sono
    mai fatte è sempre colpa di altri. Oltre a sapere ciò che deve essere fatto
    è importante stabilire il timing delle azioni ” urgenti ” e di quelle
    strategiche. Normalmente si cede alla tentazione di occuparsi di quelle
    urgenti e non di quelle di lungo respiro = strategiche.
    Ciò ci occupiamo quasi sempre di ” tappare ” i buchi……

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Sono convinto anch’io che questa sorta “d’incapacità appresa di agire” ci faccia rimanere fermi al palo. Ecco perché è importante parlarne.
      Per quanto riguarda il timing, azioni urgenti e importanti ho pronto un interessante articolo che pubblicherò prossimamente. Grazie per il tuo commento.

      Rispondi
  5. Applepie
    Applepie dice:

    Ciao Marco. mi sono imbattuta per caso sul tuo blog e volevo dirti che mi è piaciuto molto!
    Semplice ma efficace e soprattutto con dritte facili da seguire nella vita di tutti i giorni!
    A volte le cose semplici dobbiamo vederle scritte per soffermarci davvero a pensare a quanto siano importanti!
    TI ho scritto subito di getto perchè…non volevo rimandare 🙂
    Alla prossima

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Applepie, ti ringrazio per il tuo commento. Hai fatto benissimo a scrivere subito dopo la lettura del post: mai rimandare! 😉
      Grazie e a presto.

      Rispondi
  6. Wisteria
    Wisteria dice:

    Credo di essere affetta da Rimandite cronica! Aiutoooo!
    Leggendo il tuo post ho fatto mente locale a quante volte e per cose fondamentalmente banali mi capita di rimandare a data da destinarsi.
    Mi piacciono molto i 4 ingredienti della tua ricetta e voglio sinceramente provare a mettere in pratica i tuoi preziosi consigli!
    Grazissimissime.

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Per fare un’ottima torta è fondamentale conoscere bene gli ingredienti da usare ma il tocco finale è dato dalla bravura dello Chef!
      Sta a noi imparare ad usare nel migliore dei modi gli strumenti che il nostro cervello mette a disposizione.
      Grazie del tuo commento. A presto. Marco.

      Rispondi

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