Decidere

Vuoi decidere di voler decidere?

“Cosa è giusto fare? Svolto a destra o a sinistra?”

Ognuno di noi ha passato momenti più o meno difficili nella propria vita. Ognuno ha reagito in maniera diversa. Cosa abbiamo fatto nelle diverse situazioni? Quali decisioni abbiamo preso?

Ciò che differenzia le persone, le une dalle altre, è proprio ciò che decidono di fare in questi momenti.

Le decisioni giuste vengono dall’esperienza. L’esperienza viene dalle decisioni sbagliate. (A. Bloch) Click to Tweet

Decidere di voler decidere

Tu come ti comporti quando devi decidere? Sfrutti quel momento per crescere oppure ti paralizzi subendo la situazione?

Sei solito prendere decisioni oppure tendi a non prenderle? Tendi a rimandarle o sei tra coloro che si affidano ai consigli degli altri?

Cerchiamo di capire meglio quali meccanismi ci scattano in testa in certe situazioni e perché decidere rappresenta per la maggioranza delle persone una spina nel fianco!

Hai mai pensato “Per il momento non decido così non rischio di prendere la decisione sbagliata” ?

Questo è un esempio di cosa ci raccontiamo per evitare di esporci e forse sbagliare. Hai mai pensato che il fatto di non decidere è a sua volta una decisione? Cerchiamo di non assumerci la responsabilità di decidere ma facciamo uno scivolone perché non farlo è al 100% la peggiore decisione che possiamo prendere. Se abbiamo un problema quante sono le probabilità che si risolva da solo? Solitamente il rimandare ha come unico effetto quello di far ingigantire il problema.

Affronta il mostro quando è piccolo

Ecco che ci troviamo poi a dover fronteggiare una situazione davvero spinosa: se l’avessimo gestita sul nascere avremmo avuto ottime probabilità di vincere! Se vedessimo infatti il problema come un mostro avremmo buone possibilità di farlo soccombere fintanto che è piccolo. Immaginatevi invece di dover fronteggiare la Creatura di Frankenstein alta un paio di metri: la sfida sarebbe decisamente più ardua. 😆

Il consiglio è quindi quello di affrontare il problema non appena si presenta, non prima però di aver raccolto informazioni utili e verificato di avere a disposizione gli strumenti adatti. Affrontare infatti problemi a testa bassa come un toro nell’arena, non è consigliabile. Che faresti se dietro alla muleta, il telo rosso tipico del torero, si celasse una porta blindata?

Se invece avessi studiato la situazione ti saresti accorto della presenza della porta e ti saresti potuto ingegnare per procurarti un grimaldello o meglio ancora la giusta chiave. Affrontare i problemi alla cieca potrebbe portarti a mancare l’obiettivo se non addirittura a peggiorare la situazione.

Ti è mai capitato di vagare con la mente tra i ricordi del passato? I tempi della scuola, i primi amori, le uscite serali con gli amici. Poi ad un certo punto ti soffermi su un momento ben preciso e ti chiedi “Cosa sarebbe successo in quel momento se…?”.

  • avessi fatto quella telefonata,
  • avessi preso quell’aereo,
  • non avessi litigato con il tuo amico,
  • l’avessi invitata ad uscire,
  • avessi accettato quel lavoro all’estero,
  • non avessi indugiato per quel bacio.

E’ impressionante il numero di volte in cui la nostra vita ha preso una direzione piuttosto che un’altra a seguito di una decisione.

Si, è proprio così, ogni volta che prendiamo una decisione la strada della nostra esistenza prende una svolta. Tutte le decisioni che abbiamo preso nel corso della vita hanno creato il nostro percorso, plasmato il nostro essere e dato forma a ciò che siamo oggi. Nello stesso modo le decisioni di oggi formano il nostro futuro.

E' nel momento delle decisioni che si crea il tuo destino. (A. Robbins) Click to Tweet

E ricorda che ogni decisione è importante, perché persino un gesto banale può avere enormi ripercussioni sul nostro futuro. Per quanto mi riguarda posso affermare che se quel giorno non avessi deciso di fare quella telefonata (ebbene sì, una semplice telefonata ad un amico!), una serie di eventi che hanno forgiato la mia vita attuale difficilmente sarebbero accaduti. Leggi cosa successe.

Il nostro destino lo decidiamo noi ogni volta che prendiamo una decisione. Questo è il motivo per cui ognuno di noi è la somma delle decisioni che ha preso da quando è nato fino ad ora.

Anni fa quando lessi questi concetti su alcuni libri di crescita personale rimasi letteralmente incantato: siamo ciò che decidiamo.

Allora se le decisioni rappresentano un aspetto così importante della nostra vita perché tendiamo a non prenderle?

Il sondaggio che ho messo online aveva lo scopo di farmi sapere come si comportano gli amici del blog nel momento delle decisioni. Vediamo insieme come avete risposto.

Quando devi prendere una decisione come ti comporti?

  • 58% – Cerco di rimandare: ho paura di fare la scelta sbagliata.
  • 31% – Prima di decidere preferisco ascoltare i consigli delle persone che stimo: voglio avere la certezza di prendere la decisione giusta.
  • 16% – Se posso rimando perché non sono bravo a decidere, non sono abituato a farlo.
  • 11% – Decido nell’immediato il da farsi valutando le variabili in gioco di cui sono a conoscenza.

Come vedi più della metà degli utenti tende a non decidere per la paura di sbagliare. Subito dopo troviamo coloro che prendono decisioni in base ai consigli altrui. Seguono coloro che non decidono perché convinti di non essere capaci ed infine in ultima posizione con un misero 11% quelli che invece si sentono persone capaci di decidere.

Molto interessanti questi dati: entriamo nel dettaglio.

Decidere e i 4 motivi che ce lo impediscono

  1. paura;
  2. incertezza;
  3. mancanza di abitudine a decidere;
  4. utilizzo errato delle nostre risorse.

 

1 – Paura.

Questo è forse il motivo che incide maggiormente, che ci blocca nel momento in cui dobbiamo decidere. Il giudizio degli altri innesca in noi uno stato d’animo per cui si tende a rimanere paralizzati e non agire. Guarda e ascolta questo video.

Il video ci mostra come il problema non sia avere paura, ma non saperla controllare. Tieni infatti presente che le persone che non hanno mai paura sono solo sciocche. Essere coraggiosi vuol dire tutt’altro: avere paura ed essere capaci di gestirla. Se prendiamo la sola paura possiamo dire senza ombra di dubbio che non ha niente di particolare per intimorirci infatti non è la paura il problema da combattere, ma gli stati d’animo che genera in noi.

La paura non è altro che uno stato mentale e siamo proprio noi a darle o togliere potere.

Dobbiamo quindi intervenire su noi stessi e non su qualcosa che è all’esterno; poiché questo stato dipende da noi abbiamo tutto ciò che ci occorre per gestirlo. Vi è mai capitato di temere qualcosa e poi nel momento in cui l’avete affrontato vi siete accorti di quanto fossero ingiustificate le vostre paure? Sono certo che la risposta sia affermativa e che vi sia accaduto frequentemente perché abbiamo la brutta abitudine di non stimarci quanto realmente meritiamo.

2 – Incertezza.

Alzi la mano chi non ha mai rimandato una decisione perché avrebbe voluto la certezza matematica del buon esito. Nonostante sia ovvio che nessuno può conoscerlo in anticipo si tende a rimanere fermi in attesa che succeda qualcosa che possa darci proprio quella conferma assoluta che non arriverà mai.

Chi pondera a lungo prima di fare un passo passerà la sua vita su una gamba sola. (A. De Mello) Click to Tweet

Spesso il giudizio innesca in noi uno stato d’animo per cui si tende a rimanere paralizzati e non agire. L’ insicurezza nasce dal fatto che spesso invece di confrontarci con noi stessi ci confrontiamo con altri, con coloro che ci circondano, con coloro che appaiono più brillanti, dotati di buona dialettica. La dialettica però non serve.
Le soluzioni ai problemi si trovano avendoli  “sezionati e visionati” da tutte le angolazioni e questo richiede competenza, conoscenza ed un pizzico di fantasia. Tutto il resto sono e rimangono chiacchiere.
Ascoltiamo allora saggiamente i consigli delle persone che stimiamo, ma l’ultima parola spetta a noi. La decisione è nostra e di nessun altro. Se eviti di delegare all’esterno le decisioni avrai modo di allenarti! Vediamo meglio con il successivo punto cosa intendo.

 

3 – Mancanza di abitudine a decidere.

Conosco persone che si trovano in difficoltà persino a scegliere un paio di scarpe in un negozio o cosa ordinare al ristorante. Queste persone non sono abituate a farlo e quando si trovano di fronte anche ad una semplice decisione si sentono inappropriate.

Le persone di successo hanno la capacità di decidere molto velocemente e raramente tornano sui propri passi; coloro che falliscono abitualmente, al contrario, tendono a decidere con notevole lentezza e, alle prime difficoltà, fanno rapidamente marcia indietro, cambiando idea.

Sei abituato a prendere decisioni?

Se non siamo abituati a decidere non dobbiamo far altro che allenarci! Se non siamo bravi a fare qualcosa la soluzione è semplicemente allenarsi per farla meglio. Più tenderemo a prendere decisioni è più la nostra autostima salirà perché l’immagine che avremo di noi sarà quella di una persona abituata a decidere. Più ci alleneremo a decidere e più diventeremo abili nel farlo velocemente. Ecco il motivo per cui dobbiamo decidere di voler decidere!

4 – Utilizzo errato delle nostre risorse.

Altro aspetto importante riguarda la nostra capacità di attingere a tutte le nostre risorse. Vi è mai capitato di osservare come al momento delle decisioni si tenda a soffermarsi su ciò che potrebbe succedere di brutto? Questo atteggiamento quali emozioni genera? Semplice, tutte emozioni negative, che ci fanno rimettere tutto in discussione e ci bloccano: paura, ansia, timore di fallire, di essere giudicati…

Se provassimo invece ad appoggiarci alla nostra certezza, sicurezza ed esperienza cosa succederebbe? Questo approccio ci permetterebbe di mettere in moto sensazioni ed emozioni estremamente positive che generano un “boost prestazionale” spesso decisivo per il buon esito.

Cosa succederebbe se il velocista campione mondiale Usain Bolt, sulla linea di partenza, pensasse “Tanto non ce la posso fare.” ? Il paragone con lo sport non è un caso, basti pensare a come tutti i professionisti siano seguiti da mental trainers che si occupano di aiutare l’atleta a gestire i propri stati d’animo, ottimizzare le proprie risorse mentali e controllare l’ansia.

Per concludere

La consapevolezza dei punti sopra affrontati è fondamentale per una crescita personale capace di migliorare significativamente la qualità della propria vita.

Ricorda: è importante che tu decida di voler decidere! La sola conoscenza senza l’azione è davvero un grande spreco. Tieni sempre a mente che ogni volta che prendi una decisione sei tu in prima persona che stabilisci chi sarai domani.

Fammi sapere con un tuo commento cosa pensi dell’argomento trattato e come ti poni tu davanti alle decisioni.

Firma Marco Little UYM

Articolo Decidere –  Foto tratta da Flickr

Matita - UYM

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Ciao, mi chiamo Marco Cammilli e sono l'autore di UpgradeYourMind. Voglio condividere con te i miei studi e le mie esperienze nell'ambito della crescita personale. Scopri le strategie pratiche e immediate per migliorare la qualità della vita. Buona navigazione. Marco.

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14 commenti
  1. Roby
    Roby dice:

    E’ di questi giorni una notizia che riguarda Papa Woitila. Un maggiore
    dell’ esercito russo nel 1945 salvò la vita di colui che da semplice
    seminarista lavorava in una cava. Fu una ” decisione ” istintiva,
    non motivata anzi contaria a ciò che gli diceva il commissario politico. A distanza di 60 anni siamo in grado di apprezzare i risultati di quella
    decisione, decisione che oltre ad avere un impatto considerevole sulla vita dei 2 lo ebbe certamente su milioni di persone. Vero è che chi è
    abituato a decidere lo fa spesso rapidamente perchè l’ esperienza e la conoscenza lo portano a comporre il puzzle rapidamente puntando all’ obiettivo, saltando i se ed i ma. Ancor + vero è che il ” non decidere ”
    non serve a risolvere i problemi.

    Rispondi
  2. elena
    elena dice:

    Prendere decisioni e sopratutto essere responsabili delle scelte fatte è uno dei “fondamenti” dell’educazione che speriamo, io e mio marito,aver trasmesso ai nostri figli. Abbiamo sempre cercato di rispettare le loro scelte, non mancando mai però di sottolineare che la responsabilità delle conseguenze sarebbe stata sempre e comunque loro.
    Per quel che mi riguarda, nel prendere le decisioni, al ragionamento tendo ad aggiungervi sempre un pizzico del mio “sesto senso”, e per questo tendo ad essere un po’ impulsiva, ma difficilmente di pento della scelta fatta, perché ritengo che anche le decisioni sbagliate aiutino a far crescere e maturare.
    “Siamo ciò che decidiamo” è una magnifica sintesi del mio pensiero e quasi mi dispiace non averla formulata io per prima! ;D

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Elena, educare alla responsabilità i propri figli è un processo che parte fin dalla loro tenera età e genera nei genitori, tutti, qualche dubbio su cosa sia “giusto” e “sbagliato” e quale sia il modo “corretto” per trasmettere questo fondamentale concetto.
      Si tende a sfruttare il nostro buon senso, le esperienze pregresse e tendiamo ad emulare o meno i comportamenti che i nostri genitori a loro volta hanno attuato su di noi.
      Un libretto d’istruzioni no? 🙂
      A parte le battute, la parola responsabilità ha per me un gran fascino in quanto rappresenta un concetto fondamentale e centrale nelle nostre vite, nell’etica e nella società.

      Per quanto riguarda il sesto senso lo vedo come la sommatoria dei nostri cinque sensi a cui andiamo ad aggiungere l’esperienza e le percezioni emozionali che proviamo in quel preciso istante.
      Un insieme di informazioni, che elaborate in una frazione di secondo dal nostro cervello, ci permettono di prendere quella determinata decisione.

      Il concetto di sesto senso è molto interessante: aggiunto alla lista degli argomenti da trattare.

      Per quanto riguarda la frase “Siamo ciò che decidiamo”… purtroppo ormai è stata depositata e brevettata! 🙂

      A presto

      Rispondi
  3. Pierfilippo
    Pierfilippo dice:

    E’ vero, talvolta non prendiamo decisioni e aspettiamo troppo gli eventi, in modo tale che scelgano loro per noi. Ho capito il tuo punto però non mi pare sbagliato aspettare di raccogliere le giuste informazioni prima di intraprendere un’azione. Poi, se passa troppo tempo vuol dire che la tua ricerca di info è una scusa per non decidere ed agire…
    Inoltre credo che se uno si trova effettivamente in difficoltà a decidere, non ci sia nulla di male a chiedere un consiglio o un aiuto ad una persona, anche se bisognerebbe abituarsi a cavarsi da soli dai problemi e prendere in autonomia le proprie decisioni.

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Pierfilippo, se rileggi il post vedrai che siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Ho voluto infatti specificare che è opportuno raccogliere informazioni prima di prendere una decisione e andare avanti a “testa bassa”. Certo è che se questa ricerca si prolunga, senza che vi siano motivi validi, allora diventa solo un modo per rimandare, per non decidere! “Devo aspettare di avere altre informazioni prima di valutare come muovermi.” Questa frase diventa una delle tante balle che ci raccontiamo per tutelarci. Questi comportamenti possiamo etichettarli come vere e proprie azioni di autosabotaggio!

      Coloro che valutano i consigli altrui prima di decidere sono persone di mentalità aperta, disposte a valutare punti di vista differenti dal proprio, che vedono il confronto come un bene prezioso. Solo i presuntuosi tendono a convincersi di sapere tutto e di essere infallibili. Sarà mai possibile una cosa del genere?
      Ascoltare gli altri è invece fonte inesauribile di conoscenza e di crescita. Permette di valutare una stessa situazione da punti di vista diversi, punti di vista a cui non avevamo neppure pensato. Abbiamo quindi due estremi:
      – gli arroganti che pensano di poter fare a meno degli altri… perché se così non fosse si sentirebbero in difetto e deboli. (Che sciocchi.)
      – gli incapaci di decidere perché le loro decisioni dipendono sempre e soltanto dalle parole degli altri.

      Coloro che invece ascoltano le altre persone avranno maggiori informazioni per valutare ciò che è giusto fare. Detto questo ho fatto però un distinguo: un conto è chiedere consiglio agli altri e decidere con la propria testa, un conto è dipendere dai loro consigli. Promuovo il primo atteggiamento e boccio, senza rimandare a settembre, i secondi. 🙂

      Rispondi
  4. Ringhio70
    Ringhio70 dice:

    Ciao Marco,
    credo che NOI non siamo soltanto ciò che decidiamo, ma è presente anche una parte della nostra esistenza che è stata e che continuerà ad essere forgiata da eventi su cui non abbiamo alcun potere: possiamo reagire nel migliore dei modi mostrando la nostra resilienza, adattandoci e facendone tesoro, ma quell’evento ci ha colpito e non ci ha dato alcuna possibilità di scelta.
    Trovo più realistica una via di mezzo: se scelgo di decidere posso spingere la mia vita verso i miei obiettivi, non è sicuro che li raggiunga, ma sicuramente ho molte più probabilità di chi sta seduto a guardare scorrere la vita e si limita a lamentarsi senza intraprendere nessuna azione.
    Concordo, invece, pienamente sull’allenarsi nel prendere decisioni: più decidi, più sviluppi questa capacità e più sei in grado di fronteggiare la procrastinazione.

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Ringhio70, reagire significa agire in senso contrario a un’azione subita. Quando le persone agiscono lo fanno dopo aver operato una scelta, una decisione appunto. Diciamo che tale scelta può essere più o meno ponderata, più o meno facile, più o meno istintiva, tutto quello che vuoi ma sempre di decisione di stratta. Ecco il motivo per cui ho scritto che siamo ciò che decidiamo. Perché è realmente così.

      Non sono d’accordo quando dici che ci sono eventi che all’improvviso si abbattono su di noi senza darci possibilità di scelta. Ritengo che ci sia sempre una scelta, sempre. In ogni situazione bella, brutta, tragica, atroce, luttuosa, abbiamo sempre la possibilità di decidere come affrontarla.
      Fammi sapere cosa ne pensi. Grazie

      Rispondi
      • Ringhio70
        Ringhio70 dice:

        Se da dietro l’angolo sbuca un auto ad alta veloce che non riesce a tenere la strada, mi colpisce in pieno e mi rende paraplegico. Posso sapere quela poteva essere la scelta che avrei potuto intraprendere per evitarlo?

        Rispondi
        • Marco Cammilli
          Marco Cammilli dice:

          Le nostre vite subiscono costantemente l’interferenza, nel bene e nel male, di eventi. La macchina del tuo commento è un esempio. Ognuno di questi eventi genera una variazione nell’attimo in cui si verifica. Questa variazione viene da noi interpretata e gli attribuiamo un significato. Questo significato, strettamente soggettivo, ci porta a reagire, a prendere una decisione. Ecco il significato del “Siamo ciò che decidiamo”.

          Rispondi
  5. Marco Cammilli
    Marco Cammilli dice:

    E’ un argomento di primaria importanza. Proviamo ad immaginare come sarebbe la nostra vita se fosse scandita dalle decisioni degli altri e dai nostri “Lo farò domani.” Sappiamo come vanno a finire queste cose vero? 😉
    Adesso invece proviamo ad immaginare le nostre giornate scandite dalle nostre decisioni.

    Ogni volta che prendiamo una decisione, piccola o grande che sia, scomoda o meno, decidiamo il nostro futuro.
    Grazie Wisteria del commento.
    Marco.

    Rispondi
  6. Stefano Bragagia
    Stefano Bragagia dice:

    Ultimamente ho cominciato a considerare la mia capacità di decidere come un interruttore che posso lasciare spento oppure acceso.

    Ogni volta che mi viene in mente un’idea, sotto forma di ispirazione, applico questo concetto e “decido” se seguirla oppure non agire.
    In questo modo mi è molto più chiaro capire quando sto facendo la cosa giusta (seguire l’ispirazione), o quella sbagliata (ritirarmi, non agire, stare nel mio).

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Stefano, in effetti il decidere o meno non è altro che un interruttore: accesso o spento. Non ci sono vie di mezzo. Possiamo “decidere di decidere” e quindi accendere quell’interruttore oppure scegliere di tenerlo spento. Ti ringrazio di aver condiviso questo tuo modo di approcciare le decisioni. Sono sicuro che visualizzare quell’interruttore permetta anche di focalizzarci meglio sul da farsi e ci consenta di vedere il problema in maniera un poco più semplice, come un interruttore appunto: accesso o spento.

      Grazie del commento Stefano. A presto.

      Rispondi

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