Afferrare l'attimo: vivere o sopravvivere?

Afferrare l’Attimo? Qual è il significato. Lo spunto mi è venuto osservando i miei due bambini e in particolare la piccola di 1 anno e mezzo. Passa dal pianto al sorriso in un attimo. Saluta con la manina e l’attimo dopo è seduta a terra che prova a sfogliare un libro di fiabe. Si rialza e si mette a correre. Inciampa, piange, torna in piedi per poi sedersi nuovamente a giocare.

“Marco, ma a noi cosa interessa?”  😯

Adesso vi spiego. Il comportamento di mia figlia mi ha fatto riflettere su come i bambini riescano a vivere il presente;  sono concentrati soltanto su ciò che stanno facendo in quel preciso istante. Perché crescendo perdiamo questo modo di vivere il tempo? Perché perdiamo l’abilità di afferrare l’attimo?


Afferrare l’attimo: vivere o sopravvivere?

La nostra capacità di afferrare l’attimo presente o meno, evidenzia in maniera impietosa se la nostra sia una vera vita o una semplice sopravvivenza.

Vivi ogni attimo come se fosse l'ultimo: perché è l'ultimo. (O. Angeloni) Click to Tweet

Ci muoviamo come veri attori di questo spettacolo o lo vediamo scorrere da dietro le quinte attendendo il momento giusto per entrare in scena?

“Io non vivo né nel mio passato, né nel mio futuro. Possiedo soltanto il presente, ed è il presente che mi interessa. Se riuscirai a mantenerti sempre nel presente, sarai un uomo felice. La vita sarà una festa, un grande banchetto, perché è sempre e soltanto il momento che stiamo vivendo.” Paulo Coelho, L’Alchimista

Se ci facciamo caso, siamo spesso concentrati sui rimorsi del passato e sugli impegni del futuro che non riusciamo ad afferrare l’attimo. Rimuginiamo su ciò che non abbiamo fatto o abbiamo sbagliato e ci facciamo prendere dall’ansia per ciò che potrebbe accadere.

Siamo talmente concentrati su tutto questo che ci perdiamo il rumore della pioggia sul tetto, il sole che ritorna, il cinguettio di un pettirosso. Non ci siamo accorti di niente. Quell’attimo, quello successivo e quello dopo ancora, se ne sono già andati, per sempre.

Afferrare l’attimo: ancorati al passato

E’ proprio così. Siamo così abili a rivivere il passato e a immaginare il futuro, che la bellezza di godere di questo preciso istante ci sfugge. Un conto è sfruttare le esperienze per migliorarsi, un altro è rimanere ancorati ai momenti passati. Che senso ha ad esempio rivivere costantemente determinati episodi, cercando di dare loro ogni volta il finale che avresti voluto, se tanto non puoi cambiarlo?

“Quella volta avrei potuto rispondere con decisione. Tutto si sarebbe risolto in maniera molto diversa.”

“Se avessi avuto il coraggio di affrontarla faccia a faccia anziché fuggire via…”

Spesso restiamo aggrappati al passato a causa di splendidi ricordi, di momenti che riteniamo irripetibili che non fanno altro che offuscare il nostro giudizio di fronte a tutte le esperienze che potremmo vivere “qui ed ora”. Non è sbagliato riflettere sulle esperienze passate e farne tesoro, l’errore sta nel sostituire il passato al presente!

L’ OGGI  è l’unica realtà che si può toccare, gustare, vivere perché IERI non si modifica ed il DOMANI ha ancora da venire.

Questa è una frase che a volte ho sentito dire a mio padre. Crescendo ho capito quale importante significato si celasse in queste parole.

“Questo istante è tutto ciò che hai. Questo momento è il solo che esiste. Non occuparti a pensare troppo al futuro a pianificare ciò che non c’è, fai piazza pulita dei fantasmi, almeno per oggi, e trasforma il presente, l’istante, l’adesso, in un regalo che farai al tuo futuro. Sì, perché ciò che fai oggi è il seme che sboccerai nel domani. E se non agisci non semini.”  Stephen Littleword, Nulla è per caso.

Afferrare l’attimo: intrappolato nelle aspettative del futuro

Adesso cosa stai facendo? Sei concentrato sull’afferrare l’attimo, sull’assaporare questo preciso istante o la tua mente sta già pensando al domani?

L’unico tempo in cui puoi decidere d’intervenire è il presente. Se la tua mente non è qui adesso, ancora un altro attimo ti è sfuggito; anche questo lo hai perso per sempre.

Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. (Matteo, 6,24-34) Click to Tweet

Non rimanere intrappolato nelle aspettative e preoccupazioni del futuro, smetti di vivere proiettato nel domani in attesa che arrivino tempi migliori. Ricorda che il domani sarà ciò che hai deciso oggi, adesso. Se la tua mente è parcheggiata in un tempo diverso dal presente come potrai mai prendere decisioni capaci di migliorare la qualità della tua vita?

Una volta che hai valutato tutte le variabili in gioco che conosci, prendi una decisione, non rimandare! Scegli la strada da percorrere in base ai tuoi valori, seguendo ciò che ritieni “giusto”. Adesso, fin tanto non ci saranno nuove variabili in gioco che potranno farti modificare il percorso scelto, non “ritornarci sopra”, se niente è cambiato ciò che hai deciso rimane la tua scelta migliore.

Ricetta per Afferrare l’Attimo

1 sedia

5 minuti di tempo

consapevolezza ed attenzione in quantità

Sì, questo è tutto ciò che occorre per iniziare.

Consapevolezza

in questo caso significa cognizione e presa di coscienza di sé. Adesso siediti, rilassati e cerca di accantonare per un attimo i pensieri del futuro e le immagini del passato. Guardati attorno e prendi consapevolezza di dove sei e di ciò che ti circonda.

Poni attenzione

a tutti quei dettagli, suoni, rumori che normalmente non riesci ad afferrare. Separa tutte queste informazioni ed identificale una per una. Coinvolgi l’olfatto afferrando eventuali odori nell’aria.

Hai mai provato ad ascoltare il suono del tuo respiro? Se presti attenzione potrai sentire perfino il cuore che pompa il sangue attraverso il tuo corpo. Osserva minuziosamente tutto ciò che ti circonda e ricostruisci nella tua mente ciò che non puoi vedere. Comincia con ciò che sta alle tue spalle e poi spostati con la mente nella stanza di fianco. Rimarrai impressionato dalla capacità della mente di ricreare immagini così complesse e dettagliate attraverso informazioni memorizzate.

Assapora il fatto che in questo istante stai vivendo esattamente questo momento e nessun altro.

Cogli l’insegnamento di questo semplice esercizio per imparare ad afferrare l’attimo, per accorgerti della bellezza racchiusa in ogni singolo istante, in ogni tua giornata; l’insieme di tutti questi attimi, in cui hai consapevolezza di te stesso e di ciò che ti circonda, prende il nome di VITA.

Fai tesoro di queste parole e portale con te ogni giorno. Adesso che hai un’idea molto più precisa di cosa significhi afferrare l’attimo esercitati quotidianamente nel concentrarti su una specifica azione cercando di dare spazio a tutti i tuoi i sensi. Vedrai che non è affatto difficile. Ricorda come ho cominciato il post: nei primi anni di vita ci viene automatico vivere solo e soltanto l’attimo.

Hai mai pensato al significato della parola presente?

Presente significa dono ed in quanto tale abbiamo il ‘dovere’ di apprezzarlo.

“Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere.” (Dalai Lama)

Tu che tipo sei? Riesci ad afferrare l’attimo oppure tendi a rimanere ancorato al passato o ad anticipare il futuro?

Sei una persona che vive o sopravvive?

Firma Marco Little UYM

Articolo Attimo – Foto tratta da Google immagini.

Matita - UYM

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Ciao, mi chiamo Marco Cammilli e sono l'autore di UpgradeYourMind. Voglio condividere con te i miei studi e le mie esperienze nell'ambito della crescita personale. Scopri le strategie pratiche e immediate per migliorare la qualità della vita. Buona navigazione. Marco.

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26 commenti
  1. Roby
    Roby dice:

    ” chi vuol esser lieto sia, di doman non v’è certezza “. Sono trascorsi secoli ma mai frase è stata più vera. Credo tuttavia che un distinguo debba essere fatto, tra vita individuale e quella aziendale. Nelle aziende esistono essenzialmente n° 3 tipi di persone: coloro che si occupano e
    ” preoccupano ” delle emergenze e per questo sono sempre in affanno, coloro
    che si occupano di tattica e difficilmente riescono ad incidere sull’ andamento dell’ azienda ed infine coloro che occupano di strategia con i
    piedi su 2 staffe: ieri e domani. L’ oggi, il momento della soddisfazione
    arriva quando la strategia da i suoi frutti. Pochi sono questi giorni ma estremamente intensi.Godiamo quindi almeno l’ oggi della ns. vita privata
    perchè l’ oggi è di breve durata.

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Roby, le persone che “hanno i piedi in due staffe” hanno il loro bel da fare: hanno il compito di analizzare i dati (passato) per raggiungere determinati obiettivi (futuro). Per fare questo possono lavorare solo e soltanto sul presente attraverso specifiche azioni mirate. Non trovo molta differenza tra i due mondi: privato e professionale. Cosa ne pensi?

      Rispondi
  2. Laura
    Laura dice:

    Sono sempre stata una persona che programmava tutto: dal lavoro, alla famiglia, allo svago e, se qualcosa andava storto apriti cielo! Questo fino al 2006; all’inizio di quell’anno mi hanno diagnosticato un tumore al seno (e di quelli brutti) così mi sono trovata davanti ad un bivio: strapparmi i capelli pensando a come stavo bene prima di quella diagnosi o programmare qualcosa che mi facesse vivere, solo che in questo caso non potevo programmare proprio niente!!!! Allora ho cominciato a vivere giorno per giorno sentendomi serena (direi quasi felice) per tutto quello che mi si presentava davanti: l’amore della mia famiglia, il sole che mi accarezzava il viso come mai avevo sentito, gli odori che mi penetravano fino in fondo all’anima. Sono passati gli anni, a volte mi dimentico la consapevolezza della giornata vissuta e quindi ringrazio Marco che ha risvegliato in me quelle sensazioni per sperimentarle di nuovo.

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Laura, ti ringrazio sinceramente per aver voluto condividere questa dura prova che hai dovuto affrontare. Hai ragione, purtroppo non siamo molto bravi ad accorgerci di tutta la bellezza che ci ruota attorno: ce ne rendiamo conto solo quando ce la vogliono portare via.

      Rispondi
  3. Chiara
    Chiara dice:

    Ammetto di essere una persona che al passato ripensa eccome, perché sia le cose belle che quelle purtroppo brutte hanno comunque contribuito a forgiare la persona che sono adesso.
    Con i ricordi riaffiorano le emozioni provate e non reputo sia un male impedire che il passato cada nell’oblio.
    Se poi penso al futuro è solo per pregustare degli eventi che spero che accadano, se però sono cose negative allora sì che scaccio il pensiero per concentrarmi sul presente, su quello che ho oggi!
    Oggi sono una persona che cerca di vivere al massimo il presente e sai da quando? Da quando sono diventata mamma!
    Ed è stando a stretto contatto con i miei figli che mi crescono di giorno in giorno sotto gli occhi, che ogni giorno si modificano nel corpo e nella mente, che voglio godere e gustare ogni attimo, ogni momento, il presente, l’adesso perché sono istanti che non torneranno più.
    E sempre attraverso i loro occhi e le loro emozioni mi ritrovo ad annusare l’aria, a toccare l’erba bagnata, e a gioire delle cose che ho intorno.

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      I figli in tenera età hanno il prezioso compito di ricordarci che ogni giorno è buono per emozionarsi e che ogni attimo è unico: abbiamo il dovere di viverlo pienamente. Grazie del commento Chiara.

      Rispondi
  4. Pierfilippo
    Pierfilippo dice:

    “Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi è un dono, per questo si chiama presente” è quello che dice Oogway la tartaruga a Po in “Kung fu panda” 🙂
    E’ difficile non confrontarsi con il passato, sia esso felice o triste.
    Ed è anche difficile non venir sopraffatti dal futuro e dalle aspettative.
    Mi rendo conto che bisogna vivere il momento e concentrarsi su di esso, però passato e futuro hanno uno loro utilità: il passato, con le nostre esperienze, ci aiuta a non ripetere errori, mentre dare un occhio al futuro, immaginando possibili alternative, può servire ad essere preparati nel caso le cose non vadano come ci si aspetta.

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Pierfilippo, condivido quanto hai scritto. Quando dico che non dobbiamo vivere nel passato e nel futuro è perché solo in questo preciso istante possiamo fare concretamente qualcosa. Ciò non toglie che il passato è fondamentale dato che senza di questo saremmo privi di esperienza e senza esperienza non saremmo neppure ciò che siamo. Senza futuro diventa perfino difficile immaginare una vita. Che senso avrebbe agire nel presente se non abbiamo neppure dei sogni, degli obiettivi a cui puntare? Dico quindi: viviamo il presente perché è l’unico tempo in cui, attraverso le esperienze passate, possiamo agire concretamente per raggiungere i nostri sogni futuri. Grazie e a presto!

      Rispondi
  5. th ?
    th ? dice:

    Concordo appieno con tutti i commenti lasciati fino ad ora tuttavia…
    Sono convinto che il passato è passato e al massimo sia giusto ripensare alle esperienze che ci hanno inevitabilmente formato con un sorriso malinconico e niente di più. Per quanto riguarda il futuro credo che spesso in molte realtà il pensiero di un ‘aspettativa, di un sogno (anche irrealizzabile), di un progetto creato ed elaborato nella propria mente e proiettato verso un futuro ipotetico ma pur sempre possibile, siano le uniche cose che possano alleviare e far dimenticare seppur per brevi attimi, i sacrifici, le sofferenze e le privazioni che molti devono sopportare!
    Un padre che lavora in catena di montaggio 12 ore al giorno e che torna a casa per andare a dormire per poi ripartire il giorno dopo , per anni, decenni…..Credo che il pensiero di poter dare,un giorno, qualcosa di meglio ai propri figli possa alleviare le sensazione di star buttando via la propria vita.Inoltre, seppur per fortuna non è il mio caso , non credo riuscirei ad apprezzare quelle piccole cose, che ci appaiono fantastiche in altri momenti più spensierati, come un tramonto o un raggio di sole che attraversa le nubi.Al massimo le potrei considerare come piccole consolazioni del momento prima di tornare alla dura realtà! Comunque,tanto per tirare su il morale, non è il peggiore dei casi che mi è venuto in mente ovviamente, c’è sempre la possibilità di non averlo il lavoro e di dover sopportare non le proprie privazioni ,alle quali ci si può anche abituare, ma quelle dei propri figli, dei propri cari.E lì ,in quei casi non così rari,anche il presente…….. Ma questa è un ‘altra storia e credo di essermi dilungato anche troppo!

    Rispondi
    • Chiara
      Chiara dice:

      Ciao Th, scusa se mi permetto di risponderti ma visto che tiri in ballo le piccole cose da apprezzare e proprio nel mio post parlo di questo, vorrei fare una precisazione.
      Il riuscire ad apprezzare le cose che ci circondano, magari anche le più banali che ormai diamo per scontate non vuol dire avere la testa spensierata e tra le nuvole.
      Ognuno ha i propri problemi, più o meno gravi, ma non per questo dobbiamo non apprezzare ciò che ci circonda e che di bello abbiamo perchè oppressi da dispiaceri o dalla stanchezza.
      Perchè in quel modo vivremo la vita tutta in maniera negativa, e le persone che abbiamo intorno ci vedranno solamente oppressi dai problemi.
      Riuscire a gioire delle piccole cose secondo me è un modo per credere che al mondo ci sono anche delle cose belle e che apprezzarle e condividerle solleva anche l’animo più oppresso.
      Sempre secondo me, si intende!

      Rispondi
      • th ?
        th ? dice:

        ………non so…..ho dei dubbi…..mi piacerebbe condividere quello che dici Chiara, forse per me,Te, e altri milioni di persone è così …il problema è che ho la tendenza a volermi immedesimare in situazioni,persone ,società che non conosco…ma ho dei dubbi che i bambini soldato, le madri che vedono morire di fame e di stenti i figli, le bambine mutilate e fatte prostituire , possano vedere o immaginare il mondo con occhi simili ai nostri….non so ….i problemi e le angosce che a noi sembrano grandi e insormontabili , in altre situazioni , forse nemmeno così lontane da noi, possono apparire come dolci colline…non so davvero….
        Inoltre quando ho parlato di spensieratezza, non era con accezione negativa ,come credo Tu abbia inteso; al contrario la considero un lusso, una benedizione che,forse un po’ anche per carattere , non tutti possono o credono di potersi permette!!!!

        Rispondi
        • Chiara
          Chiara dice:

          Onestamente di fronte agli esempi estremi che hai elencato alzo le mani!
          Io condivido e riporto la mia di esperienza, sono cosciente che esistono tali realtà ma non capisco in che modo si possano legare all’argomento trattato visto che, ripeto, sono situazioni estreme.

          Rispondi
        • Marco Cammilli
          Marco Cammilli dice:

          Ciao Th ?, sono d’accordo quando dici che le persone che si trovano a fronteggiare le situazioni estreme da te indicate non vedono il mondo come lo vediamo “noi”. Ognuno vede ciò che lo circonda attraverso i propri sensi e tutto viene filtrato, elaborato dalla nostra mente. Ne consegue che tutto è soggettivo, proprio tutto. Detto ciò non mi è chiaro in che modo questo discorso si possa legare all’articolo. Cosa volevi dire? Aiutami a capire il tuo punto di vista. Grazie

          Rispondi
        • ApplePie
          ApplePie dice:

          Leggendo il commento di Th? non ho potuto fare a meno di scrivere.
          Il contenuto ed il modo con cui è stato esposto il commento mi ha lasciata perplessa: ma cosa volevi dire esattamente?
          Forse la risposta l’ho trovata leggendo meglio quanto hai scritto:
          ………non so…ho dei dubbi…
          …ma ho dei dubbi
          …non so
          ……non so davvero…
          Scusa se sono schietta, ma proprio non capisco il senso del tuo commento che mi pare un tantino confuso e fuori luogo.

          Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Th ?, la mia risposta, data a Pierfilippo, che trovi poco sopra, dovrebbe rispondere al tuo commento. La riporto qui per comodità.

      Quando dico che non dobbiamo vivere nel passato e nel futuro è perché solo in questo preciso istante possiamo fare concretamente qualcosa. Ciò non toglie che il passato è fondamentale dato che senza di questo saremmo privi di esperienza e senza esperienza non saremmo neppure ciò che siamo. Senza futuro diventa perfino difficile immaginare una vita. Che senso avrebbe agire nel presente se non abbiamo neppure dei sogni, degli obiettivi a cui puntare? Dico quindi: viviamo il presente perché è l’unico tempo in cui, attraverso le esperienze passate, possiamo agire concretamente per raggiungere i nostri sogni futuri. Ciao

      Rispondi
  6. Laura
    Laura dice:

    Vorrei tornare anch’io a commentare le vostre riflessioni: penso che ogni persona abbia una reazione diversa nel vivere il proprio quotidiano e questa reazione è data dal proprio intimo che, se positivo, non porta a crogiolarsi nella propria beatitudine ma spinge ad essere disponibile per offrire anche agli altri la possibilità del godere anche di un profumo o del calore di un raggio di sole. Mi spiego meglio: quando ho avuto il tumore e le conseguenti devastanti chemioterapie non ero peace and love dalla mattina alla sera ma ho cercato di aggrapparmi a tutto per vedere la bellezza che mi circondava e in qualche modo mi apparteneva ma ho visto anche persone che stavano peggio di me e anche persone di 30 anni che non ce l’hanno fatta. Avrei potuto come tanti arrabbiarmi, incattivirmi con il mondo, mandare via tutti ma, grazie a Dio, la disperazione non mi ha mai sopraffatto ed ora cerco di stare vicina e rendere più facile il cammino di coloro che mi chiedono conforto. Il vivere il quotidiano non è essere superficiali ma apprezzando ciò che ci circonda rende ancora più sensibili verso i bisogni degli altri.

    Rispondi
    • ApplePie
      ApplePie dice:

      Ciao Laura, mi sono emozionata a leggere la tua risposta.
      Mi hai fatto riflettere sul fatto che solo nel momento in cui ci troviamo ad affrontare situazioni difficili come la tua, ci rendiamo conto se siamo davvero in grado di farlo.
      Quando la vita ci mette alla prova, sapremo trovare la strada giusta superarla? La tua esperienza ci dimostra che è possibile!

      Rispondi
    • Pierfilippo
      Pierfilippo dice:

      Permettimi di farti i miei complimenti, Laura. Dimostri di avere una grande forza. Trovo le tue parole molto interessanti e ci rifletterò sopra.

      Rispondi
  7. Ringhio70
    Ringhio70 dice:

    Non è facile inserirsi in questo serrato botta e risposta, ma voglio provarci e cercherò di contribuire con i miei consueti 2 cents. L’argomento è piuttosto spinoso e si presta a facili fraintendimenti che potrebbero portare ad un banale scontro tra uno stucchevole mondo pieno di arcobaleni ed uno fatto di merda e morte. Per quanto mi riguarda il punto centrale della questione è l’idea di agire nel presente. Non stiamo parlando di affrontare la vita calpestando una terra dipinta di rosa come degli ebeti lobotomizzati pronti a sorridere al primo raggio di sole, ma stiamo dicendo di fare qualcosa nell’unico momento in cui lo possiamo fare, cioè adesso. Il passato ce lo siamo giocati e quindi ci può servire solo come fonte di insegnamento, il futuro è ancora tutto da scrivere, ma lo creiamo adesso.
    La storia dell’operaio della catena di montaggio citato da Th? solo apparentemente va contro la tesi sostenuta da Marco. Infatti non stiamo parlando di un uomo in attesa di un magico cambiamento, ma di una persona concreta che sa di essere unico artefice del proprio futuro e che quindi lavora e si spezza la schiena nel presente per poter dare un futuro migliore ai figli. Agire nel presente non vuol dire non avere obiettivi o aspettative! E poi non confondiamo l’assaporare le piccole cose con la spensieratezza, nessuno vuole vendere la serenità, ma forse riuscire a vedere il bello nel quotidiano può aiutare ad andare avanti anche nelle situazioni estreme citate da Th? (mi spiace Chiara, ma ci sono anche queste e non possiamo voltarci dall’altra parte).
    Siamo così sicuri che l’operaio tornando a casa non possa trovare meraviglioso il sorriso del figlio, siamo così sicuri che un bimbo in Sudan dopo una giornata in cui ha ucciso, assistito a mutilazioni e stupri non possa godere della vista di una farfalla che si è posata sul suo fucile?

    @Laura: “Chapeau!” per come hai affrontato la tua malattia

    @ApplePie: cosa volevi comunicarci?

    Rispondi
  8. th?
    th? dice:

    Mi dispiace di non riuscire a essere abbastanza chiaro da essere capito….
    Volevo solo esprimere un punto di vista alternativo e assolutamente non estremo(http://www.lonweb.org/hunger/hung-ita-eng.htm). Intendevo ipotizzare(beati quelli che nella loro vita hanno solo certezze) che in certe situazioni passato ,presente ,e futuro, si possano fondere in unica ,tragica realtà…il non avere scelta, il non avere nè passato nè presente nè futuro….

    Detto questo concordo in molta parte con ringhio 70, che probabilmente ha migliori capacità dialettiche rispetto alle mie..

    P.s.
    Non capisco perchè ApplePie ti debba stizzire a un mio commento…….addirittura così tanto da scrivere!!!! Non mi sembra di aver offeso nessuno dei partecipanti alla discussione !

    by by e grazie a tutti…..

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Voglio ricordare che questo blog vuole essere un punto d’incontro proprio per confrontarsi. Voglio che continui ad essere esattamente questo. I commenti di Th?, anche se non li condivido, sono assolutamente i ben venuti e spero che continueranno ad esserlo. Il confronto deve essere visto e vissuto come un modo per guardare da altre prospettive, sfaccettature che fino a quel momento non avevamo neppure preso in considerazione. Grazie a tutti.

      Rispondi
  9. Laura
    Laura dice:

    Per prima cosa vorrei ringraziare per gli apprezzamenti che mi sono stati rivolti ma ritengo che il merito mio sia stato unicamente quello di “credere” a ciò che le persone intorno a me mi facevano vedere e sentire; se non avessi avuto intorno tutto quell’amore che mi faceva riemergere quando precipitavo in fondo al dirupo chissà …. ed è questa la spinta che non mi fa tirare indietro davanti ai bisogni di coloro che purtroppo sono costretti a lottare contro la malattia. Quanto a te Ringhio 70 hai saputo mettere insieme i pensieri che non sono riuscita a mettere su carta: ecco è proprio questo che volevo dire: alla fine di una giornata tremenda è possibile staccare da tutto lasciandosi inebriare da un profumo, un colore, il sorriso di un bambino e se c’è qualcuno che non riesce a farlo nel nostro piccolo dobbiamo aiutarlo magari con la nostra esperienza vissuta.

    Rispondi
  10. ApplePie
    ApplePie dice:

    Scusate il ritardo con cui rispondo ma era da un po’ che non trovavo il giusto tempo per dedicarmi alla lettura del blog.
    @Th? Mi dispiace averti dato l’impressione di essermi addirittura stizzita.
    Ho sentito la necessità di scrivere al tuo commento perché (magari mal interpretandolo) mi pareva scritto con l’intento di creare polemica visto che hai tirato in ballo situazioni che non mi sembrano rispecchiare il vivere quotidiano dell’utente “medio” di un blog.

    Rispondi
  11. Wisteria
    Wisteria dice:

    Molto interessante questo articolo. Ho letto tutti i commenti e devo dire che ognuno con le sue differenze e punti di vista diversi mi è piaciuto.

    “Presente significa dono ed in quanto tale abbiamo il ‘dovere’ di apprezzarlo.”
    Questa frase mi ha proprio colpito: sintetica ed efficace. Ne farò tesoro. Quando nelle mie giornate inciamperò contro qualcosa mi ricorderò di questa frase e rialzandomi potrò di nuovo sorridere.

    Rispondi
  12. roby
    roby dice:

    Credo che vivere ” day by day ” sia + facile x coloro il cui futuro sta
    alle loro spalle, coloro che hanno già vissuto. Allora, forse, il passato
    rappresenta il contenitore dei ” ricordi belli ” ed il futuro sta nel già vissuto. Resta l’ oggi che va centellinato, gustato in ogni momento, senza correre perchè non ne abbiamo + necessità. Per i giovani è diverso
    perchè porsi obiettivi = futuro è una necessità ma non devono dimenticare
    che le radici del futuro stanno, spero, ben fondate nel presente.

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Roby, mi piace molto l’espressione che hai usato:
      “…le radici del futuro stanno ben fondate nel presente.”
      Grazie del tuo commento. A presto. Marco.

      Rispondi

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