Domani sarà un giorno migliore

Domani sarà un giorno migliore.” E’ possibile coricarsi la sera e fare questo pensiero?

Domattina, quando ti alzerai dal letto, potrai prendere due decisioni: fare le stesse cose nello stesso modo oppure farle in maniera diversa.

E’ una scelta tua e di nessun altro. E’ una tua responsabilità e di nessun altro.

Domani sarà un giorno migliore… se solo lo vorrai.


Domani sarà un giorno migliore

 

La mattina la gente si sveglia e dice: “da oggi cambio vita”. Invece non lo fa mai… Click to Tweet

 

1 – Domani sarà un giorno migliore – Smetti di ascoltare quella vocina

Il primo modo utile per entrare a fare parte del Fan Club Domani sarà un giorno migliore è avere consapevolezza di quella maledetta vocina!  😉

Hai presente quando Ulisse s’imbatté nella suadente voce delle sirene? “Marco… Marco… ascolta questa voce… rimanda, rimanda. Non farlo adesso se puoi farlo un altro giorno. Chi te lo fa fare… ci penserai domani.” 

La conosci bene questa vocina, vero?

Si tratta di quella suadente voce interiore che con notevole astuzia tenta di trovare una falla nella tua volontà e… spesso, ahimè, ci riesce.

Da oggi a questa voce dirai “NO”! Basta con il procrastinare.

“Se mi riuscisse lo avrei già fatto. Il punto è proprio questo: a volte non riesco a dirle no.”  👿

Il primo passo da compiere quando ti trovi in questa situazione è distinguere ciò che vorresti fare da ciò che è giusto fare. Potrebbe sembrare difficile ma non lo è. Dico questo perché dentro di noi sappiamo bene distinguere le due cose.

Fermati un attimo, qualunque cosa tu stai facendo, e poniti questa semplice domanda: “Sbaglio a rimandare?” Risponditi con la massima sincerità. Se la risposta è Sì allora ripetiti che non puoi rimandare perché se lo facessi sarebbe una cosa sbagliata e tu non vuoi fare cose sbagliate. Questa domanda ci mette con le spalle al muro davanti alle nostre responsabilità. Se da una parte non è facile resistere alla Rimandite dall’altra non è altrettanto facile far finta di niente davanti ad una domanda che ti spinge a prendere la giusta decisione. Si tratta di una domanda che nella sua semplicità l’ho sempre trovata funzionale e potente.

Mettere in evidenza, sottolineare, evidenziare ciò che è sbagliato ti consente di scacciare via quella vocina e dire “Domani sarà un giorno migliore!”

 

2 – Domani sarà un giorno migliore – Lasciati il passato alle spalle

Ecco il secondo punto per sposare la causa “Domani sarà un giorno migliore”.

“Se quella volta avessi agito in un altro modo…”

“Se in quell’occasione mi fossi fatto coraggio e…”

Questi pensieri sono davvero inutili, possono solo ancorarci al passato, a ciò che non può essere modificato.

Lascia stare i rimpianti. Come potresti mai infatti vivere con il pensiero che “Domani sarà un giorno migliore”?

Rivivere costantemente episodi del passato per cercare di dare una sterzata alla propria vita porta ovviamente a niente. Gli episodi passati sono passati e non potendo modificarli non ha alcun senso continuare a riviverli. Lasciali andare e sfruttali invece per prendere decisioni nell’immediato, nel presente, con quell’esperienza che nel frattempo hai maturato. L’ OGGI è l’unica realtà che si può toccare, gustare, vivere perché IERI non si modifica e il DOMANI ha ancora da venire.

Appena ti accorgi di essere rimasto invischiato in un brutto ricordo devi interromperlo subito.

Prova a dire questa frase: “Serve a niente ripensare a eventi passati. Non posso più modificarli. Se voglio davvero migliorare la mia vita devo essere concentrato sul presente. Devo decidere e agire nel presente, adesso, qui e ora.”

Come vedi la frase “Domani sarà un giorno migliore!” comincia ad avere tutto un altro sapore. Non è più un qualcosa di impossibile come credevi inizialmente.

 

3 – Domani sarà un giorno migliore – Non vivere di aspettative

Domani sarà un giorno migliore se smetterai di vivere di aspettative.

Non rimanere intrappolato nelle aspettative e preoccupazioni per il futuro, smetti di vivere proiettato nel domani in attesa che arrivino tempi migliori. Ricorda che il domani sarà ciò che hai deciso oggi, adesso. Se la tua mente è parcheggiata in un tempo diverso dal presente come potrai mai prendere decisioni capaci di migliorare la qualità della tua vita?

“Marco, ma come? Non devo avere aspettative?”  🙁

Le aspettative sono fondamentali perché ti stimolano a raggiungere i tuoi obiettivi. Un conto però è agire nel presente avendo delle aspettative future e un conto è vivere in aspettative future.

 

4 – Domani sarà un giorno migliore – Non convincerti che non hai più tempo

Domani sarà un giorno migliore se smetterai di raccontarti che non hai più tempo.

“Ormai è tardi… non ho più l’età…”

Hai mai avuto questo pensiero? Se sì ti dico che non è altro che un atteggiamento difensivo, un alibi per essere più tranquilli e assorbire meglio quel brutto atteggiamento del “NON FARE perché forse potrei non riuscire”.

E’ l’atteggiamento difensivo che il nostro cervello mette in atto per preservarci.

Il detto “chi non fa non falla” (falla sta per sbaglia) è il motto seguito da coloro che per paura di non riuscire, per paura di sbagliare, decidono di non fare niente.

Razionalmente chiunque prende le distanze da questo atteggiamento ma, nella quotidianità, come ben sai, le cose vanno diversamente.  😉

“Marco, però non posso neppure pretendere di diventare un campione olimpico a 40 anni…”

Ovviamente no, l’età influisce in maniera significativa su molte attività legate allo sport. Ma tutto il resto? Vorrei quindi che questo punto fosse letto con una attenzione particolare: l’interruttore del buon senso deve essere su “On“.

Succede che a forza di raccontarti che non hai più tempo per fare qualcosa, arriverà il giorno in cui il tempo non lo avrai più per davvero. E lo sai cosa succederà? Tutte quelle cose che avresti voluto fare ma non hai mai fatto, si trasformeranno in rimpianti, in recriminazioni. Ciò che non è stato fatto non potrà più essere fatto.

E’ tardi per imparare una lingua straniera? Per suonare uno strumento?

Per giocare a Golf? E’ forse tardi per scrivere un romanzo?

Per imparare a dipingere? Per imparare a cucinare?

Per approfondire argomenti che ti stanno a cuore? Per mettersi in proprio?

Non hai davvero più tempo per riavvicinare rapporti che il tempo ha allontanato? Per cambiare lavoro?

Per migliorare la qualità della propria vita?

Per essere felice?

La lista tende all’infinito, scegli tu cosa aggiungere.

Domani sarà un giorno migliore se solo lo vorrai.

Non hai davvero più tempo per fare ciò che vorresti o è solo l’ennesima scusa per allontanare lo spettro del fallimento? Domani sarà un giorno migliore se lo vorrai.

A proposito di fallimento…

 

5 – Domani sarà un giorno migliore – Non ti fermare a fronte di fallimenti ed errori

Domani sarà un giorno migliore se imparerai il significato dei fallimenti.

Tutti abbiamo commesso errori e tutti abbiamo dovuto sostenere la pressione del fallimento. E la conseguenza di questi errori qual è stata? Hai accusato il colpo cancellando quell’idea, quel progetto oppure hai sfruttato proprio quegli stessi errori per ripartire con maggiore esperienza e consapevolezza?

In effetti è quasi buffo come l’esperienza sia strettamente legata agli errori e agli insuccessi. Quegli stessi errori che cerchi di evitare sono ostacoli indispensabili per la tua crescita e per il raggiungimento dei tuoi obiettivi. Se sviluppiamo questa consapevolezza, gli errori, pur rimanendo tali, assumono un nuovo interessante significato.

Ogni errore ci avvicina infatti alla nostra meta. Cadere, inciampare, scivolare, sbattere e cadere ancora. Poi ti rialzi e con determinazione continui ad andare avanti: questa è la resilienza. La capacità di andare avanti nonostante le difficoltà.

 

Metti il piede in fallo e cadi sette volte, otto rialzati e risorgi. (Yamamoto Tsunetomo) Click to Tweet

 

6 – Domani sarà un giorno migliore – Non confidare nella fortuna

Domani sarà un giorno migliore se smetterai di aspettare che la fortuna bussi alla tua porta.

Possiamo per comodità dividere il genere umano in due grandi insiemi:

A) coloro che, affacciati alla finestra, osservano da spettatori il mondo che cambia alla velocità della luce;

B) coloro che in prima persona pensano ed agiscono in quanto attori del mondo che cambia.

Tu da che parte ti trovi? Sei uno spettatore o un attore? Sei tu che scrivi il libro della tua vita o è qualcun altro che lo scrive al posto tuo?

Sai qual è l’atteggiamento più pericoloso di uno spettatore?

E’ l’errata convinzione di non essere in grado di cambiare alcunché della propria vita. La credenza limitante in questione li porta a rimanere in una situazione di stallo perenne. E qual è il comportamento comune a queste persone?

Lamentarsi della propria situazione, lamentarsi di ciò che non hanno potuto fare. Perché? Semplice, perché gli spettatori non possono apportare alcun cambiamento alla trama della loro vita e non rimane altro che lamentarsi.

Sono convinti che gli eventi, come premi o punizioni, non siano il risultato dell’esercizio diretto delle loro capacità personali, quanto piuttosto il frutto di fattori esterni imprevedibili quali la fortuna, il fato.

“Se la fortuna non mi avesse voltato le spalle…”

“Se mi capitasse la giusta occasione potrei riscattarmi e…”

Il fatto è che le occasioni non si aspettano, raramente capitano: si creano. E’ possibile migliorare un qualunque aspetto della propria vita limitandosi ad incrociare le dita e sperare che un giorno succeda qualcosa per cui ogni situazione si sistemerà da sola?

Se conosci qualcuno che ci è riuscito mandami una mail.  😉

Ciò che ottieni dipende da ciò che fai. Non esistono scappatoie. Se la frase “Domani sarà un giorno migliore!” avrà un riscontro o meno dipende solo da te.

Come combattere allora la situazione di stallo in cui forse ti trovi? Con la tua testa, con i tuoi pensieri! Sì, perché le azioni sono la conseguenza (non automatica) dei tuoi pensieri.

 

7 – Domani sarà un giorno migliore – Smetti di incolpare gli altri

Domani sarà un giorno migliore se smetterai di incolpare gli altri.

Una persona cambia lavoro e nel giro di pochi mesi diventa il punto di riferimento di colleghi, collaboratori e direzione.

Succede che spesso i colleghi, improvvisamente, cambino atteggiamento nei suoi confronti.

“Marco, mi sembra ovvio. Una persona con queste capacità non può che generare stima da parte dei colleghi. Non può che essere fonte d’ispirazione e stimolo al miglioramento.”

Niente affatto. Succede spesso che i colleghi comincino a fare battute poco simpatiche alle sue spalle, a sparlare. Con il passare del tempo si verifica una escalation, si sviluppano rancore, astio e perfino odio.

“Non capisco il motivo… se questo nuovo collega è una persona in gamba…”  😯 

Questo collega è in gamba ma… gli altri? Questa persona in pochi mesi è riuscita a creare rapporti di qualità in azienda, è riuscita a fare ciò che alcuni colleghi non sono mai riusciti a fare in tutta la loro vita lavorativa.

Questa persona ragiona con schemi mentali differenti, non si lascia immobilizzare dalla pericolosa frase: “Si è sempre fatto così”. E’ una persona proattiva, capace di anticipare i problemi e i bisogni futuri dell’azienda.

Secondo te quanta simpatia proveranno i suoi colleghi per una persona che sta cambiando, con il suo atteggiamento, il modo di pensare delle persone? Poca, molto poca.

Anziché domandarsi “PERCHE’?” del loro insuccesso, incolpano il collega del suo successo. Ti faccio questo esempio perché ultimamente ne sono stato involontario testimone. E’ un esempio concreto per dirti che spesso anche noi in determinate situazioni ci comportiamo proprio come questi colleghi.

Vediamo nei successi degli altri ciò che noi non siamo mai riusciti a raggiungere. Anziché provare stima e sfruttare le sue conoscenze per migliorare proviamo invidia (italiani, popolo di rosiconi) e cerchiamo di tutelare la nostra autostima raccontandoci che quel tipo è un raccomandato e un lecca…

Questo succede perché coloro che non riescono a raggiungere lo stile di vita delle persone di successo, anziché prendere spunto da loro e cercare di innalzarsi al loro livello, fanno esattamente l’ opposto, le tirano giù per sentirsi meglio.

Hai visto che ieri sera è rimasto a lavorare fino a tardi per mettersi in mostra con la direzione?”

“Hai fatto caso che saluta ogni mattina tutti ma proprio tutti? Lo sai vero che lo fa solo per farsi bello agli occhi dei colleghi.”

“Hai saputo l’ultima? Ha deciso di cambiare la gestione dei rapporti con i fornitori. Non ho ben capito che sciocca idea abbia avuto… mi fa proprio ridere: lavoriamo così da una vita e arriva lui con la sua ricetta magica.”

“Non fa altro che sorridere… ma cosa ride, non lo sa che c’è la crisi!”

Smettiamola di incolpare gli altri della nostra situazione, smettiamola di vivere nell’invidia e nel rancore.

Guardiamo in faccia la realtà: la persona accanto a te ha più di te perché non solo ha fatto più di te ma lo ha fatto anche meglio. Ma tu non avrai mai modo di sapere come ha fatto sei troppo impegnato ad accumulare risentimento, invidia e a piangerti addosso.

Vuoi un consiglio? Vai da coloro che sono più bravi di te sotto qualunque aspetto, parla con loro, apprendi da loro, condividi con loro i tuoi pensieri, nutri la tua mente con conversazioni di qualità. Questo è il giusto atteggiamento che può consentirti di afferrare quel fuggevole “Domani sarà un giorno migliore!”.

E questo ci porta proprio all’ultimo punto.

 

8 – Domani sarà un giorno migliore – Smetti di fare l’eremita

Domani sarà un giorno migliore se smetti di allontanare tutti.

“Marco, ora non esageriamo… sono solo un po’ riluttante nel relazionarmi con gli altri.”

Come mai? Qual è il motivo? Lo sai vero che siamo più di 7 miliardi di persone al mondo… è un duro lavoro il tuo.  Difficile fare proprio il pensiero “Domani sarà un giorno migliore!” se devi combattere contro tutta questa gente o fare lo slalom in mezzo a tutti loro. 😉

“Ultimamente mi sembra sempre di avere a che fare con persone che si lamentano di questo e di quello: del lavoro, dei soldi, del tempo, del collega, del partner, dei figli, della crisi… ogni momento è buono per lamentarsi e… io non sono così, non mi piace. Io voglio sorridere, voglio conoscere ciò che ancora non conosco. Voglio abbracciare la vita e sentirmi bene dentro. Non voglio farmi condizionare da questi comportamenti, non ho bisogno di queste persone. Non è questo ciò che voglio dalla mia vita, non sono questi gli atteggiamenti giusti che, anche solo indirettamente, voglio insegnare ai miei figli.”

Splendide parole, davvero. La soluzione però non è allontanare le persone ma saperle scegliere. Il modo migliore per arricchire se stessi è quello di circondarsi di persone che stimi, che rispetti e stare alla larga dai Vampiri Energetici.

Devi avere a che fare ogni giorno con persone che sanno DARTI qualcosa fosse anche solo un “Ciao” e un sorriso. Questo è il modo più funzionale, naturale e immediato per avere una vita di qualità e poter credere realmente che domani sarà un giorno migliore. Come ti senti quando parli e ti confronti con persone che stimi? E come ti senti invece quando hai a che fare con persone che non ti danno ciò che cerchi? Come si trasforma il tuo umore quando passi ore e ore a contatto con questi “Vampiri Energetici” che ti succhiano l’energia vitale?

Scegli le persone con cui vuoi trascorrere il tuo prezioso tempo. Dico prezioso perché come ben sai e come ripeto spesso il tempo che abbiamo a disposizione è limitato. E, come dice il detto “ogni lasciata è persa”, per sempre.

Tutte le persone che ti ruotano attorno interferiscono nel bene e nel male sul tuo benessere. Scegli allora, per quanto possibile, coloro che ti stimano e ti rispettano. Frequenta coloro che ti sono di stimolo e che ti fanno stare bene. Parla con persone capaci di darti informazioni, conoscenze ed emozioni positive. Stai con coloro che non hanno dimenticato l’importanza di un sorriso.

Smettila di fare l’eremita e apri la porta a chi è in grado di farti stare bene.

 

Per concludere

Considero questi otto punti realmente utili e pratici. Se vuoi davvero trasformare il pensiero “Domani sarà un giorno migliore” in qualcosa di concreto devi assolutamente assimilarli e farli tuoi.

Pensa a come potrebbe essere la tua vita se solo volessi davvero renderla migliore. Con questi otto punti, ben chiari in testa, io credo che la tua vita cambierebbe e non di poco.

Stasera quando andrai a letto cosa farai? Potrai accantonare ciò che hai letto e far finta di niente.

Potrai accantonare tutte le tue idee, le tue motivazioni e i tuoi sogni con il solito: “Vabbé dai, ci penserò domani…” oppure potrai gridare al mondo:“Domani sarà un giorno migliore!”

Cosa vuoi fare? Vuoi prendere la decisioni giusta o quella sbagliata?

Lo so, questa domanda è banalissima ma la risposta non lo è affatto.

Firma Marco Little UYM

Articolo Domani sarà un giorno migliore – Immagine tratta da Google Immagini

Matita - UYM

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Ciao, mi chiamo Marco Cammilli e sono l'autore di UpgradeYourMind. Voglio condividere con te i miei studi e le mie esperienze nell'ambito della crescita personale. Scopri le strategie pratiche e immediate per migliorare la qualità della vita. Buona navigazione. Marco.

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12 commenti
  1. roby
    roby dice:

    E. Flaiano un giorno ha detto:
    Per un italiano la via + diretta è l’ arabesco.
    Non mi butterei proprio giù così come detto tuttavia, in parole povere e senza perifrasi: smettiamo di piangerci addosso e diamoci una mossa !!!
    Il tempo passa ma non facciamo che il passato diventi il rifugio dei rimpianti.

    Rispondi
  2. Danilo
    Danilo dice:

    Bellissimo articolo 🙂 Adoro il punto 5 🙂 Come al solito sono convinto che queste cose andrebbero insegnate a scuola ma sono troppo occupati a spiegare la poesia di Leopardi o la guerra del 1290 🙁 Continua così 😉

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Danilo, come si dice sfondi una porta aperta. Tocchi un argomento, da genitore di due bambini piccoli, che mi sta molto a cuore: l’insegnamento.

      Molti degli argomenti relativi alla crescita personale dovrebbero essere insegnati a scuola. Sono altresì convinto dell’utilità di tante materie che oggi si insegnano. Sulle modalità invece prendo le distanze. Non mi piace il modo in cui si insegna oggi nelle scuole. Il motivo? Le esigenze di oggi non sono quelle che avevano i nostri nonni… e purtroppo non è cambiato niente.
      Ti chiedo questo Danilo, secondo te è accettabile che una persona possa insegnare ai ragazzi, a coloro che saranno il futuro del paese, senza aver alcuna preparazione nel campo della comunicazione e dell’interazione con gli altri? Di base c’è il concetto errato per cui se tu conosci bene quella materia allora puoi insegnarla… ma come sappiamo bene tra conoscere degli argomenti e saperli insegnare c’è un abisso. In Italia e in altri paesi questo gap sembra essere irrilevante.

      Ne approfitto allora per fare un in bocca al lupo a tutti i ragazzi che ogni mattina vanno a scuola: avete tutta la mia stima, davvero.
      Un altro in bocca al lupo e un enorme grazie a tutti quegli insegnanti che cercano ogni giorno di cambiare un sistema completamente ingessato.

      Vi lascio questo link a una lettera, assolutamente da leggere, che un’insegnante ha scritto agli studenti: “Cari studenti, sono un’insegnante e vi chiedo scusa”
      http://www.internazionale.it/opinione/lizanne-foster/2015/03/11/scuola-studenti-scuse

      In gamba e tenete, teniamo duro! Marco

      Rispondi
  3. Wisteria
    Wisteria dice:

    Bellissimo articolo! 8 punti che fanno davvero riflettere. Non so cosa farò stasera quando andrò a letto, non so quale decisione prenderò…
    Quando ci chiedi “Vuoi prendere la decisioni giusta o quella sbagliata?” sei davvero insopportabile 😉 (scherzo ovviamente) perché ci sbatti in faccia le nostre responsabilità.
    Grazissimissime.

    Rispondi
  4. Alberto
    Alberto dice:

    Buonasera a tutti. 8 punti in cui credo che molti di noi ci sbattono la testa ogni giorno. Molti spunti interessanti da mettere in pratica.
    Alberto.

    Rispondi
  5. Umbex
    Umbex dice:

    Buongiorno,
    come al soli un gran bell’articolo Marco! “A ‘sto giro” arrivo con un po’ di ritardo nel commentarlo…ma leggendolo mi accorgo quanto i punti in elenco siano importanti ed entrati, ormai da tempo, in mia osservazione.
    Fra gli 8 punti, due mi hanno colpito particolarmente e sono il n. 6 ed il n. 8.
    Da tempo sostengo di “ottimizzare”, se mi passi il termine, le amicizie e/o le persone care che ci girano intorno. Per ottimizzare, intendo proprio quello che tu ben descrivi: “Scegli allora, per quanto possibile, coloro che ti stimano e ti rispettano”…”Stai con coloro che non hanno dimenticato l’importanza di un sorriso.”. Non è facile, credimi, ma personalmente è un impegno che mi sono prefissato da tempo. E se lo vuoi sapere, sta dando risultati!!
    Una frase illuminante del tuo post, descrive preciso un mio stato d’animo su cui da tempo ci “lavoro su”: …”Sei tu che scrivi il libro della tua vita o è qualcun altro che lo scrive al posto tuo”… E’ successo, lo dico con onestà, che ci sia stato chi a tratti abbia scritto per me. Con che risultati? Beh, lasciamo perdere. Hai ragione! Noi e solo noi, singolarmente abbiamo e dobbiamo avere il diritto di scrivere il NOSTRO LIBRO!!!
    Il punto 6, me lo loggo e lo rileggo all’infinito! Stimola stimola stimola!!!!!!!

    Umbex

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Umbex! Apprezzo i tuoi commenti che sono sempre molto carichi di energia e di voglia di fare. Mi fa piacere che ciò che scrivo sia un sano stimolo a non accontentarsi.
      Grazie e a presto! Marco.

      Rispondi
  6. Sandra
    Sandra dice:

    Ciao Marco,

    Arieccomi qua (mi sa che mi vedrai commentare spesso perché come ti preannunciavo sono temi che mi stanno molto a cuore :).

    Il punto numero 6 NON CONFIDARE NELLA FORTUNA:
    Bingo! E’ quello che la legge dell’attrazione ci insegna: è fondamentale assumersi le proprie responsabilità e comprendere che noi e solo noi siamo responsabili delle cose che ci accadono. Nel 90% dei casi è proprio cosi, possiamo controllare le situazioni e i risultati in base a come ci poniamo.
    E’ ora di smetterla di dare la colpa alle cause esterne e inventare scuse, cosa che la gente fa quotidianamente.

    “Mia moglie/ mio marito mi ha lasciato”- hai ignorato i segnali ogni volta che il tuo partner ti diceva che voleva passare più tempo con te o che dovevi passare più tempo coi bambini e tu passavi le serate a lavoro o fuori con gli amici.

    “Odio il mio lavoro, prendo uno stipendio misero, è colpa del mio capo”- Cosa suole fare la gente? Lamentarsi. Però non si lamentano mai con il diretto interessato (in questo caso il capo), bensì si lamentano sempre con chi non può fare nulla per cambiare la situazione se ci fai caso (il partner, gli amici, la famiglia…). Confrontarsi direttamente con il capo per cambiare le cose comporterebbe un rischio, poi entra in ballo la paura del rigetto, la vergogna (“E se mi dice no che figura ci faccio?”), la possibile umiliazione.

    Sono convinta, e studi lo dimostrano, che psiche e corpo siano strettamente connessi e che nel momento in cui viene a mancare l’armonia tra i due, subentra il malessere che può scaturire sotto forma di malattia. La parola malattia in inglese la dice lunga: “dis-ease”, il non essere a proprio agio per via di uno squilibrio.
    E qua su questo punto ho avuto parecchie discussioni perché la gente crede che le malattie o le indisposizioni vengano a caso e che vada un po’ a fortuna o sfortuna.
    In realtà io credo che sia un modo per il corpo di farci sapere che qualcosa non è in equilibrio, un campanello d’allarme per farci rimettere in carreggiata in altre parole.
    Anche questa cosa può essere vista da un punto positivo, dipende solo da noi.
    Un uomo vive una vita sregolata, fuma, beve molto, non dorme, mangia male, fa una vita sedentaria, magari è spesso depresso e si ammala. Captando il campanello d’allarme si accorge che deve cambiare dieta, smetterla di bere, di fumare, fare più movimento, dormire di più e a orari più regolari. Non solo guarisce ma impara una preziosa lezione.

    Per dire che davvero abbiamo in mano il 90% degli eventi e spesso non ci pensiamo neanche e viviamo col pilota automatico, pensando che tutto sia lasciato al caso.
    Io credo che con degli accorgimenti in più possiamo davvero cambiare le cose in positivo, anzi lo so per certo perché lo metto in pratica quotidianamente 🙂

    Non se ti è mai capitato di incappare in qualche discussione con la gente parlando di questo punto, il fatto che non dipende dalla fortuna o dalla sfortuna ma che siamo noi ad avere il potere di cambiare le cose. Ho visto che la gente fa fatica ad accettare questa cosa.

    Ancora grazie per le tue perle, io continuo con la lettura del tuo libro 🙂

    A presto

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Sandra, mi fa molto piacere leggere un tuo nuovo commento.
      Voglio rispondere a questa tua frase perché è molto interessante: “Ho visto che la gente fa fatica ad accettare questa cosa.” (facendo riferimento al fatto che la vita si muove in base a due “forze” fortuna e sfortuna.)
      Il motivo per cui succede questo è da ricondursi al senso di responsabilità. Essere responsabili significa essere consapevoli che gli artefici della nostra vita siamo noi. Questo però per molte persone può essere un grande problema perché oltre ad accettare gli onori sei costretto ad accettare anche gli oneri. Se stai vivendo infatti una vita che non è quella che vorresti di chi è la responsabilità? E’ tua. Se invece riconduci tutto alla sfortuna ti puoi crogiolare in quella falsa sensazione che ti fa pensare “Non è responsabilità mia ma di quello e di quell’altro.” Questo pensiero ci fa stare bene perché permette di affibbiare tutto il nostro enorme carico di responsabilità all’esterno.
      C’è un rovescio della medaglia però nel vivere in questo modo. Come puoi essere felice di una vita in cui tu non sei artefice di niente? Tutto dipende da fattori esterni e in quanto tali non puoi intervenire. Anziché essere l’attore protagonista della tua vita si diventa un inerte spettatore.

      Ogni volta che abbracciamo il concetto di sfortuna per giustificarci perdiamo un pezzo di noi, perdiamo un pezzo di vita.

      Se ti piace l’argomento sfortuna sono sicuro che troverai interessante questo articolo che ho scritto sulla Sfiga: http://www.upgradeyourmind.it/responsabilita/sfiga-mente/

      Non farti problemi a commentare gli articoli, questo spazio serve esattamente ad esprimere il proprio punto di vista, a confrontarsi, ad approfondire… e a fare i complimenti al sottoscritto! 😉

      A presto. Marco.

      Rispondi

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