Conto corrente emozionale

Conto corrente emozionale? Che roba strana è mai questa Marco?”

Aristotele scrisse che l’uomo è un animale sociale che tende ad aggregarsi con altri individui. Secondo il filosofo l’uomo non è in grado di vivere da solo, la sua natura lo porta a costituirsi in gruppi. Coloro che non vivono in società o sono autosufficienti come un dio oppure selvaggi come gli animali.

Se non sei un dio ti consiglio di proseguire la lettura del conto corrente emozionale.  😀

Conto Corrente Emozionale

La capacità di gestire bene i rapporti con gli altri è per forza di cose fonte indiscussa di benessere e felicità. Sicuramente ne sei consapevole ma ti capita di commettere errori perché non ti sono chiari i meccanismi che regolano i rapporti tra individui. In questo post imparerai a coltivare e sviluppare in maniera efficace le relazioni con gli altri. Così facendo il tuo benessere e la tua felicità ne avranno un importante giovamento.

Ho sempre trovato azzeccato il paragone del conto corrente bancario di Stephen Covey.

“Marco, cosa c’entra mai il conto corrente con la capacità di gestire i rapporti con gli altri?”  😯

Chiedere scusa è un gesto che rafforza l'amicizia, chiarisce i dubbi, è un rimedio contro l'odio, non è mai un segno di debolezza. (R.Battaglia) Click to Tweet

Conto Corrente Emozionale: un pieno di emozioni

Conto Corrente Emozionale - Prelievo - UYM

Conto Corrente Emozionale – Prelievo – UYM

Immaginati un conto corrente appunto dove però anziché contenere denaro ci sono le emozioni. Il funzionamento è simile al conto corrente classico solo che in questo caso tutto ruota attorno alla quantità e qualità delle emozioni.

Quando dai un abbraccio a una persona, quando compi un gesto carino nei confronti di un amico, quando aiuti qualcuno, quando dedichi la tua attenzione e il tuo tempo agli altri: stai versando emozioni positive sul loro conto corrente emozionale. Hai presente quando fai un versamento in banca o un bonifico? Stessa cosa ma anziché euro stai versando emozioni.

Conto Corrente Emozionale e il prelievo di emozioni

Con lo stesso meccanismo succede anche l’esatto opposto. Quando ti dimentichi di sorridere, quando rispondi in malo modo, quando ti comporti in maniera scontrosa con gli altri, quando non hai tempo per chi ha bisogno di una mano o di essere ascoltato, succede qualcos’altro: stai prelevando dal conto corrente emozionale di queste persone.

“Marco, cosa succederebbe se facessi un prelievo dal conto corrente emozionale del mio amico ma… questo conto fosse arrivato a zero?”  😯

Proprio come in banca, dipende dal tuo storico. Se sei solito fare dei versamenti la banca ti concede senza problemi un fido. Nel nostro caso l’entità del fido è data dalla qualità e dalla costanza con cui sei solito fare dei versamenti; lo possiamo vedere come la fiducia che gli altri hanno nei tuoi confronti. Quando fai uno sgarro ad un amico questi sarà disposto a chiudere un occhio se sei un buon “correntista”, se invece sei abituato solo a prelevare e versare di rado allora il rapporto con questa persona è sicuramente a rischio.

“Mi sa che in alcuni casi ho fatto troppi prelievi e pochi bonifici. Credo che con alcune persone ho persino superato il fido di questo conto corrente emozionale.”  😯

In questi casi, proprio come in banca, ci ritroveremo in una spiacevole situazione. Se sei una persona che tende a prelevare anziché versare è opportuno che tu metta in atto azioni concrete per invertire questo comportamento. Il motivo è semplice: ti stai comportando nella maniera opposta a quella che ti consentirebbe di vivere molto meglio!

Conto corrente emozionale - Funzionamento - UYM

Conto corrente emozionale – Funzionamento – UYM

“Marco, quindi la soluzione sta nel prelevare da questo conto corrente emozionale con accortezza e poi versare per coprire quanto prelevato?”  😯

Sotto questo aspetto il conto corrente bancario e il conto corrente emozionale si differenziano notevolmente. Voglio spiegartelo con questo brevissimo racconto.

 

Conto Corrente Emozionale e la staccionata

Conto corrente emozionale - La Staccionata - UYM

Conto corrente emozionale – La Staccionata – UYM

C’era una volta un ragazzo con un brutto carattere.

Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno nello steccato del giardino ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno.

Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato. Nelle settimane seguenti, imparò a controllarsi e il numero di chiodi piantati nello steccato diminuì giorno dopo giorno: aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare i chiodi.

Finalmente arrivò un giorno in cui il ragazzo non piantò alcun chiodo nello steccato. Allora andò dal padre e gli disse che per quel giorno non aveva piantato alcun chiodo. Il padre allora gli disse di levare un chiodo dallo steccato per ogni giorno in cui non aveva perso la pazienza e litigato con qualcuno.

I giorni passarono e finalmente il ragazzo poté dire al padre che aveva tolto tutti i chiodi dallo steccato.

Il padre portò il ragazzo davanti allo steccato e gli disse: “Figlio mio, ti sei comportato bene ma guarda quanti buchi ci sono nello steccato. Lo steccato non sarà mai più come prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di brutto, gli lasci una ferita come queste. Puoi piantare un coltello in un uomo, e poi levarlo, ma rimarrà sempre una ferita. Non importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà.”

Ogni volta che fai un prelievo dal conto corrente emozionale di una persona lasci una ferita, piccola o grande che sia.

“Hai ragione, non avevo mai riflettuto bene su questo aspetto. Cosa posso fare allora per gestire al meglio questo conto corrente emozionale?”  😯

Eccoti servito.

Conto Corrente Emozionale: 5 azioni concrete

1 – Ascolta attivamente l’altra persona

2 – Dedicale del tempo.

3 – Falla sentire importante.

4 – Impara a chiedere scusa.

5 – Sii coerente

 

1 – Ascolta attivamente l’altra persona

dimostrando sincero interesse. Ecco un ottimo modo per migliorare il tuo conto corrente emozionale. L’ascolto attivo riveste infatti un ruolo fondamentale nella comunicazione in quanto indica un processo psicologico attraverso il quale, per mezzo della comprensione e dell’interpretazione delle parole, l’interlocutore trae un significato da ciò che viene detto.

Come vedi non si tratta di udire semplicemente le parole del nostro interlocutore ma di comprenderle. Come vedi questo tipo di ascolto ti permette di capire e comprendere l’altra persona mettendoti nei suoi panni. C’è un bel proverbio degli Indiani d’America che recita ” Prima di giudicare una persona cammina nei suoi mocassini per tre lune.” Rende molto bene l’idea vero? Ho scritto un articolo ad hoc proprio sull’importanza dell’ascolto attivo.

 

2 – Dedicale del tempo.

Conto Corrente Emozionale - Dedicale del Tempo - UYM

Conto Corrente Emozionale – Dedicale del Tempo – UYM

Se nelle tue giornate non hai un po’ di tempo da dedicare agli altri allora devi sederti e fare alcune importanti riflessioni. Devi domandarti se questi aspetti sono fondamentali o meno per te. Se sono importanti ricorda che continuare a rispondere “Guarda ora non posso proprio… però ti richiamo io ok?” nuoce gravemente alla salute perché stai prelevando dal conto corrente emozionale.

Ricordati che viviamo in un modo di 7 miliardi di persone, quindi almeno che tu non sia un eremita, hai bisogno di rapportarti con gli altri. Il modo migliore per farlo è fare sentire le persone importanti. Ogni qual volta ti comporterai così farai un cospicuo versamento in contanti sul conto corrente emozionale.

 

3 – Falla sentire importante.

C’è una splendida frase di Madre Teresa di Calcutta “Non lasciare che qualcuno si allontani da te senza stare meglio o senza essere più felice rispetto a quando è arrivato”. Per far sentire una persona importante bastano piccoli gesti: un sorriso, un grazie, una pacca sulle spalle, una telefonata, un abbraccio, dieci minuti del tuo tempo, un caffè al bar, ecc… Tutto questo ti permette di staccare un bell’assegno e di versarlo sul conto corrente emozionale.

Non lasciare che qualcuno si allontani da te senza essere più felice rispetto a quando è arrivato (M.Teresa di Calcutta) Click to Tweet

“Marco, sicuro che basti così poco?”

Sì, sono assolutamente sicuro. Il punto è che riteniamo che questi gesti in quanto semplici non abbiano valore o ne abbiano poco. Ci regoliamo in conseguenza di questo pensiero e ci raccontiamo che “In fondo lo sa che per me è importante, che gli voglio bene.”

Pensaci un attimo, cosa significa quel “lo sa” ? Se non glielo dimostri con i fatti, con questi semplici gesti, stiamo parlando di aria fritta, di niente. Una persona come fa a sapere che è importante per te se non glielo dimostri?

Ricordati inoltre che non puoi vivere di rendita nel corso degli anni giustificandoti col fatto che una volta facesti questo o quello.  Prendiamo ad esempio l’ultima volta che hai fatto una piacevole sorpresa al tuo partner. Sento il rumore dei neuroni che girano a vuoto senza trovare informazioni al riguardo! 😆  L’ultima volta che hai scritto una lettera, una di quelle lettere scritte a mano? Sì esatto, niente Word.

Ogni gesto affettuoso mancato verso qualcuno è un versamento mancato sul conto corrente emozionale. Uomini, ricordate ad esempio l’ultima volta che siete arrivati a casa con un mazzo di fiori per il semplice fatto che vi faceva piacere fare un pensiero alla vostra compagna? Donne, quand’è l’ultima volta che a sorpresa avete portato il vostro compagno nel suo ristorante preferito? Con gli amici e con i colleghi non cambia niente, tutti ma proprio tutti vogliono sentirsi importanti. Fai bene attenzione, non intendo importante nel suo significato di persona potente o famosa, niente di tutto ciò, ma nel suo significato di essere apprezzati dagli altri.

Insomma, mi hai inteso vero? Quindi cancella dalla mente quel “lo sa”! Se vuoi far sentire le persone importanti, con tutte le sfumature che vogliamo dare a questa parola, devi fare qualcosa per dimostrarglielo! Il conto corrente emozionale funziona esattamente in questa direzione.

 

4 – Impara a chiedere scusa.

Conto Corrente Emozionale - Chiedere Scusa - UYM

Conto Corrente Emozionale – Chiedere Scusa – UYM

Eccoci al quarto punto del conto corrente emozionale. Sì lo so, per alcuni chiedere scusa equivale a ricevere una martellata nei denti. Ci sono persone che pur di non chiedere scusa, pur sapendo di essere in torto, portano alla rovina i rapporti con gli amici, i colleghi e partner.

Il motivo? Le scuse vengono viste come un gesto relegato ai perdenti. Se solo sapessero che chiedere scusa denota invece una forte integrità morale e una grande responsabilità cambierebbero probabilmente atteggiamento.

“Se chiedo scusa vuol dire che ho sbagliato… sono sbagliato!”. Le persone vivono gli sbagli come se fossero sbagliate e questo crea un forte disagio interno. Nessuno vuole sentirsi sbagliato, che non funziona bene… insomma “rotto”!

Pensa un attimo: come può una persona che si assume la responsabilità delle proprie azioni e quindi dei propri sbagli essere sbagliata? Io farei un monumento a chi sa chiedere scusa in maniera sincera. 

“Tutti gli sciocchi sono pronti a dar battaglia per difendere i loro errori, ma ammetterli innalza il colpevole sopra la massa e gli conferisce dignità e serenità” Dale Carnegie.

 

5 – Sii coerente

tra ciò che dici e ciò che fai. Ecco l’ultimo importantissimo punto su come gestire al meglio il conto corrente emozionale. Hai presente il detto tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare? Ecco, la frase più azzeccata è invece la seguente: “tra il dire e il fare c’è di mezzo il… FARE!” A tutti è successo di far rimanere male qualcuno per una promessa disattesa.

Allo stesso modo ognuno di noi ha provato quella sensazione di amarezza e delusione quando qualcuno non ha mantenuto la parola data. E’ davvero una pessima sensazione, realmente difficile da digerire. Più abbiamo fiducia in quella persona e più proviamo dolore quando la parola data viene meno.

E’ molto importante quindi valutare bene le promesse che facciamo, a volte troppo alla leggera. Se non hai certezze al riguardo non fare promesse, molto meglio essere sinceri e diretti. A volte abbiamo ritegno a dire di no per evitare di tradire le aspettative dell’altro e ci perdiamo in quei “Sì, certamente che lo farò. Penso di farcela insomma. Stai tranquillo, ci penso io.”.

Alla fine della fiera però quando dovremmo spiegare che non ce l’abbiamo fatta come ci sentiamo? L’altra persona come si sentirà? Cerca sempre di essere coerente perché la coerenza è un valore estremamente prezioso.

Per concludere

I rapporti personali impattano in maniera concreta e molto rilevante sul tuo benessere e la tua felicità. Fai molta attenzione a come gestisci il conto corrente emozionale.

Firma Marco Little UYM

Articolo Conto Corrente Emozionale – Foto tratte da Pixabay

Matita - UYM

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Ciao, mi chiamo Marco Cammilli e sono l'autore di UpgradeYourMind. Voglio condividere con te i miei studi e le mie esperienze nell'ambito della crescita personale. Scopri le strategie pratiche e immediate per migliorare la qualità della vita. Buona navigazione. Marco.

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4 commenti
  1. Roby
    Roby dice:

    Troppo spesso ci arrocchiamo sulle idee, sulle proposte, sulle azioni.
    Ma, se ci pensiamo bene, l’ unico arroccamento consentito è sui principi e
    solo quando siamo ben certi della loro validità.
    Per il resto ci dobbiamo confrontare su prove di forza spesso inutili se
    non controproducenti. ASCOLTIAMO !!!

    Rispondi
  2. Wisteria
    Wisteria dice:

    Bell’articolo. Mi sono venute in mente molte situazioni in cui ho prelevato e molte altre in cui hanno prelevato dal mio conto. Ho letto con molto interesse l’articolo e mi sono accorta che diamo tante cose per scontato che però scontate non sono. Tra queste c’è anche la presenza delle persone che fanno parte della nostra vita.
    Non ho più voglia di dare per scontato niente.
    Grazissimissime.

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Wisteria, ti ringrazio del commento.
      Ho apprezzato molto la tua ultima frase:

      “Non ho più voglia di dare per scontato niente.”

      Credo che tutti dovremmo leggerla e rileggerla più volte.
      A presto. Marco.

      Rispondi

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