come gestire il conflitto

Come gestire il conflitto? Una goccia di miele o un litro di fiele?

“Marco, questa frase da dove è uscita?”  😯

Ti è mai capitato di assistere a un diverbio o esserne partecipe? Con il tuo partner o il collega d’ufficio. Con un potenziale cliente o manager di un’altra azienda.

Hai fatto caso che discutendo animatamente, polemizzando e contraddicendo l’altro difficilmente si riesce a ottenere qualcosa?

Qualche volta puoi anche spuntarla, ma raramente è una vittoria reale quella ottenuta con la forza, è una vittoria di Pirro perché il nostro interlocutore prenderà sempre di più le distanze da noi e noi non potremo mai più contare su quella persona. Hai vinto ma sei riuscito a farti un nemico.

Come gestire il conflitto con… il miele

“Marco, ma se ho ragione è giusto che prevalga! Se l’altro s’arrabbia sono affari suoi.”  😈

Se ti poni in contrasto, se gli dici che sta sbagliando, se non perdi occasione per contraddirlo per far valere la tua idea, che cosa otterrai?

La gentilezza nelle parole crea confidenza; la gentilezza nel pensiero crea profondità; la gentilezza nel dare crea amore. (Laozi) Click to Tweet

Sarai etichettato subito come una persona indisponente, antipatica e insopportabile, capace di generare odio e rancore negli altri. Quando il tuo interlocutore ti avrà affibbiato queste etichette potrai mettere sul piatto della conversazione dati oggettivi e inconfutabili ma il rancore ed il risentimento che ha verso di te difficilmente lo porteranno a darti ragione. Il problema si è spostato: il problema ora sei tu, non più i punti sui quali siete in disaccordo. Se l’interlocutore dovesse anche darti ragione sappi che poi non perderà occasione per esprimere agli altri la sua opinione negativa su di te. E se lo farà come dargli torto? Nessuno vuole avere a che fare con una persona indisponente, nessuno.

Solo con la gentilezza e la cordialità si può ottenere qualcosa. Ecco cosa disse Lincoln più di un secolo e mezzo fa:

“Una saggia massima dice: – Una goccia di miele prende più mosche di un litro di fiele – Se volete guadagnare un uomo alla vostra causa, prima convincetelo di essergli amico. E’ questa goccia di miele che vincerà il suo cuore che, pensatela come volete, è la strada maestra per giungere alla sua ragione”.

Anche se il tuo interlocutore si dovesse porre in malo modo evita di rispondere con ugual moneta. Lo so, a volte è difficile trattenersi perché crediamo che l’unica arma che abbiamo sia rispondere a tono. Ma se lo farai, a quel punto ognuno rincarerà la dose e il rancore di entrambi sarà tale da rendere impossibile la conversazione e l’individuazione di un qualsiasi punto in comune. Capita perfino di contraddire il nostro interlocutore per il solo piacere di metterlo alle corde, di vederlo in difficoltà. Gli buttiamo in faccia l’assurdità della sua idea, rispondiamo con fare perentorio che non ammette replica.

Se hai ragione e ti poni nel giusto modo vedrai che le tue idee saranno accolte a braccia aperte, gli altri non potranno fare a meno di seguirti. Se dovessi essere attaccato prova a rispondere in maniera tale da far crollare subito la saccenza e l’arroganza dell’altro. “Lo sa che la capisco benissimo? Se dovessi mettermi nei suoi panni probabilmente direi/farei esattamente la stessa cosa.” Queste frasi hanno la capacità di trasformare un orso in un agnellino. Cosa potrebbe mai rispondere una persona alla quale stai dicendo che la capisci perfettamente e che avresti fatto o faresti esattamente la stessa cosa? Come vedi l’importante è mostrare all’altro che i suoi sentimenti e le sue idee sono molto importanti per te. 

“Marco, in effetti è vero… però dovrei mentire. Proprio tu in varie occasioni hai detto che le bugie hanno le gambe corte. Cos’è cambiato?”  🙄

Sei sicuro che sia una menzogna? Rifletti un attimo. Se ti mettessi nei panni dell’altro, se avessi modo di ragionare proprio come lui, se avessi vissuto la sua vita e le sue esperienze, molto probabilmente diresti davvero le stesse cose.

Come gestire il conflitto: il Sole e il Vento

Sole e Vento - UYM

Ti racconto una breve storia che parla di gentilezza e forza. Il Sole e il Vento cominciarono a litigare su chi fosse il più forte.

Il Vento diceva: “Te lo proverò, sono io il più forte. Guarda quel vecchio laggiù con l’impermeabile, scommetto che glielo toglierò prima di quanto riusciresti a fare tu.”

Così il Sole andò dietro a una nuvola e il Vento soffiò fino a diventare un tornado, ma più forte lui soffiava più stretto il vecchio si teneva l’impermeabile. Alla fine il Vento rinunciò e il Sole venne fuori da dietro le nubi e sorrise gentilmente al vecchio.

Questi si asciugò la fronte e si sfilò il soprabito. Il Sole disse al Vento: “La gentilezza e la cordialità sono sempre più potenti della forza bruta.”

Come gestire il conflitto, la ricetta:

1 -Sii gentile e cordiale

Devi esserlo con il tuo interlocutore perché è l’atteggiamento migliore per far valere la tua idea. Le persone aprono la loro mente e il cuore a coloro che con determinazione sanno essere cortesi e gentili. Questo comportamento è anche il modo migliore per far sapere al mondo che sei una persona con la quale è un piacere avere a che fare.

2 – Non porti in contrasto con il tuo interlocutore.

Questo atteggiamento non porta alcun beneficio perché sarai etichettato come una persona indisponente e in quel momento il problema si sposta: non sono più i motivi del disaccordo a essere in contrasto, il problema sei tu.

3 – Fai capire all’altro che i suoi sentimenti e le sue idee sono molto importanti per te.

Il modo migliore è fargli presente che al suo posto diresti esattamente la stessa cosa. Al suo posto faresti proprio come lui. “Sto pensando a ciò che ha detto e devo dire che la capisco benissimo. Se fossi nei suoi panni probabilmente direi/farei esattamente la stessa cosa.” 

Per concludere

Ecco come gestire il conflitto. Se ti comporterai in questo modo significa che avrai imparato a trasformare l’ostilità in affabilità. Ricorda, nessuno vuole avere attorno persone insolenti… anche se hanno ragione!

Firma Marco Little UYM

Articolo Come gestire il conflitto – Foto tratte da Pixabay

Matita - UYM

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Ciao, mi chiamo Marco Cammilli e sono l'autore di UpgradeYourMind. Voglio condividere con te i miei studi e le mie esperienze nell'ambito della crescita personale. Scopri le strategie pratiche e immediate per migliorare la qualità della vita. Buona navigazione. Marco.

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7 commenti
  1. Wisteria
    Wisteria dice:

    Ciao Marco, condivido ciò che hai scritto. Le mie esperienze mi portano a dire che si ottengono più risultati con una goccia di miele rispetto a un chilo di fiele. Mi vengono in mente alcune situazioni in cui mettendomi in contrasto con l’altro (amiche e colleghi) sono riuscita solo a innalzare il livello di tensione e rabbia.
    Mi è piaciuto il post per il modo con cui hai affrontato l’argomento.
    Miele o fiele? Molto carino e azzeccato questo contrasto.
    Grazissimissime

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Personalmente ho sempre fatto grossi scivoloni quando ho cercato di imporre con la forza la mia idea agli altri. La gentilezza nel pensiero e nelle parole crea fiducia nell’altro e ti permette di entrare in sintonia. La ricetta di questo post la uso da alcuni anni con grande soddisfazione sia per i risultati che si ottengono sia per gli ottimi rapporti che si riescono a creare e mantenere con le persone.
      Ti ringrazio del tuo commento. Marco.

      Rispondi
  2. Roby
    Roby dice:

    Non è sempre facile evitare i conflitti tuttavia se abbiamo imparato ad
    ascoltare e non da posizioni precostituite, se ci ricordiamo la poesia di
    Kipling, è possibile non solo evitarli ( e non è la soluzione ideale) ma di porre il/gli interlocutori in condizione di ascoltarci. Allora è
    probabile che dallo scambio di idee e posizioni si raggiungano intese di
    reciproca soddisfazione.

    Rispondi
  3. ApplePie
    ApplePie dice:

    Ciao Marco, è da un po’ che non scrivo ma continuo a leggere e apprezzare i tuoi articoli che pubblichi sempre molto interessanti e alla portata di tutti! Mi dispiace solo di non trovare abbastanza tempo per lasciare un mio commento 🙁
    nel leggere questo articolo ho pensato a come mi comporto io davanti a un diverbio: se ho davanti una persona intelligente so che con le parole giuste e con calma posso riuscire a far capire il mio pensiero e magari anche a far passare dalla mia parte la persona che la pensava diversamente da me.
    Poi c’è il caso in cui ho davanti una persona ottusa, egocentrica e magari anche ignorante: o utilizzo un vasetto intero di miele per adulare l’interlocutore che sentendosi confermare la sua bravura poi puoi dire quello che vuoi, oppure mi impongo quasi con la forza per mettergli davanti l’evidenza del suo errore.
    So che in quest’ultimo caso è sbagliato, ma come si dice: quando ci vuole ci vuole…o no?

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao ApplePie e ben tornata.
      Essere gentili non ha lo scopo di adulare l’altro ma di porsi in maniera cordiale e disponibile verso l’interlocutore e le sue idee. Questo non vuol dire che ogni conversazione si risolverà nel migliore dei modi: troverai sempre qualcuno che non riesce a conversare e il cui unico modo di rapportarsi con gli altri è la “forza”.
      Sarebbe utile in queste situazioni capire il perché l’altra persona si comporta in quel modo… perché c’è sempre un motivo che innesca quel comportamento, sempre. Prova a immaginare se in queste situazioni riuscissi a capire il perché del loro atteggiamento. Avresti in mano la chiave di volta del loro comportamento e della loro personalità. E’ facile tutto questo? No, affatto. Occorre destrezza, sottigliezza e tanta pratica.

      Il poeta inglese Alexander Pope suggerisce di insegnare come se non si insegnasse.
      A volte il modo migliore per dimostrare qualcosa è fare in modo che nessuno se ne accorga! 🙂
      Cosa vuol dire?
      Significa che è utile dare la sensazione che siano stati gli altri ad aver avuto la giusta idea. Questa è un arma formidabile con le persone che tendono a non ascoltare e a tirare dritto per la propria strada.
      Grazie del tuo commento. A presto, Marco.

      Rispondi
  4. daniela
    daniela dice:

    E se la persona con la quale sono in conflitto e’ bugiarda, si inventa le storie, vuole avere sempre ragione senza guardarsi dentro?

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Daniela e benvenuta su UYM.
      Se le bugie sono saltuarie è un conto se invece sono sistematiche ci possono essere due motivazioni:

      – per ottenere qualcosa: si mente per raggiungere un fine senza farsi troppi problemi sulle conseguenze (anche emotive) che questo atteggiamento potrà avere sugli altri. E’ un comportamento che può essere visto come la necessità di proteggersi da una realtà che non piace.

      – abitudine: in questo caso la menzogna non ha lo scopo di raggiungere un dato fine ma è da ricondurre ad un atteggiamento abitudinario. “Mento perché sono abituato a fare così.” E come ogni abitudine offre benessere e conforto rispetto alla realtà. La bugia in questo caso è una risposta che scatta proprio in maniera automatica. Potresti mettere sul tavolo persino dati oggettivi e inconfutabili ma probabilmente il tuo interlocutore avrà comunque da ridire. 🙂

      Sarebbe utile riuscire a capire quale sia la motivazione di fondo che porta questa persona a mentire.

      Se può interessarti c’è un articolo in cui tratto la gestione emotiva dei rapporti con gli altri.
      http://www.upgradeyourmind.it/comunicazione/conto-corrente-emozionale/

      Ti ringrazio Daniela del tuo commento. Continua a seguirmi.
      Buona giornata e a presto, Marco.

      Rispondi

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