Principio Kaizen - UYM

Cos’è il principio Kaizen e perché mai dovrebbe interessarci?

Il principio Kaizen nasce da un termine giapponese dato dall’unione di due parole KAI = cambiamento, miglioramento e ZEN = buono, migliore.

L’unione di questi due termini dà origine alla parola KAIZEN appunto, che possiamo tradurre con miglioramento continuo. 

Vediamo insieme perché il principio Kaizen è così importante nell’ambito della crescita personale e in che modo può aiutarti concretamente a migliorare la qualità della tua vita.

Il principio Kaizen

 

Non cambierai mai la tua vita finché non cambierai qualcosa che fai tutti i giorni. (Mike Murdock) Click to Tweet

 

A volte Spesso le persone tendono a rimandare, a non decidere, fingono che alcuni problemi non esistano e vanno avanti. Sopportano di tutto e di più spesso solo per il quieto vivere. Stringono i denti e vanno avanti.

Questo comportamento non va confuso con l’atteggiamento resiliente che è invece tipico di coloro che sì stringono i denti ma si danno da fare per cambiare le cose.

Le persone resilienti infatti sono coloro che cadono, ricadono, scivolano, inciampano ed ogni volta si rialzano e vanno avanti. In questo caso stiamo parlando di tutt’altro, di persone che si accontentano e abituandosi anche inconsciamente, ad un lento peggioramento, vanno avanti… si fa per dire.

Questo modo di agire, anzi di non agire, porta una sola conseguenza: il lento, costante peggioramento della qualità della propria vita e di quello delle persone care.

 

Zona di comfort - UYM

Zona di comfort – UYM

Il principio Kaizen e la zona di comfort

In queste situazioni, molto comuni, decidiamo di uscire dalla nostra amata zona di comfort solo perché il dolore provato è così forte che non possiamo ulteriormente rimandare, siamo obbligati ad agire.

Sembra paradossale parlare di zona di comfort in quanto stiamo vivendo una situazione di malessere, altro che comfort, ma tale è la paura di provare a cambiare qualcosa che preferiamo nasconderci dietro a un improbabile consolatorio “Potrebbe andare meglio, però tutto sommato non sto poi così male… c’è chi sta peggio”. Della serie: “peggio non è mai morto”.

Questo pensiero ci farà compagnia fin tanto non giungeremo ad un punto di non ritorno in cui saranno le circostanze stesse a sbatterci in maniera brutale fuori dalla nostra zona di comfort.

Finalmente, forse, un giorno, quando la situazione non è più sostenibile decidiamo di dare una repentina sterzata alla nostra vita cercando di recuperare i danni che nel frattempo abbiamo fatto a noi e agli altri.

Purtroppo non è così facile cambiare dall’oggi al domani situazioni che nel frattempo si sono radicate, sono diventate sempre più difficili, intricate. Se questa strada è decisamente complicata da seguire, dato che richiede “numerosi salti mortali carpiati con avvitamento”, quale può essere allora un buon modo per migliorare la qualità della propria vita senza dover per forza essere dei supereroi dell’ultima ora?

Semplice: decidere di apportare dei cambiamenti prima di essere costretti a farlo!

Per fare questo il principio Kaizen è ciò di cui hai bisogno.

 

Scrivere questo articolo sul Principio Kaizen ha richiesto tempo e se apprezzi questo lavoro ti chiedo il piacere di condividerlo cliccando sui bottoni social. Grazie!

Il principio Kaizen e il miglioramento continuo

Masaaki Imai introdusse questo concetto in Toyota nel 1986 e da allora è diventato un principio fondamentale, imprescindibile dell’azienda.

Il principio Kaizen è oggi un dogma per numerose grandi aziende. Come puoi immaginare il passo da efficienza aziendale a efficienza personale è stato breve e ha portato il principio Kaizen anche nell’ambito della crescita personale. Il punto è che ogni singolo aspetto della nostra vita può essere migliorato e non occorre fare incredibili acrobazie perché questo avvenga ma dei semplici, piccoli, costanti, passi in avanti.

Trovo che il principio Kaizen si basi su regole estremamente utili e talmente semplici da non richiedere sforzi particolari per migliorare il nostro benessere.

Vediamo insieme quanto può essere realmente facile mettere in pratica il principio Kaizen e per farlo utilizzeremo il Ciclo di Deming. Non ti spaventare, vedrai che sarà tutto incredibilmente semplice!

 

Il principio Kaizen e il Ciclo di Deming

Tutto ruota attorno a 4 passi:

(Clicca sull’immagine per ingrandirla)

Principio Kaizen - Ciclo di Deming - UYM

Principio Kaizen – Ciclo di Deming – UYM

 

 

1) Principio Kaizen: Pianifica

Principio Kaizen- Pianifica - UYM

Principio Kaizen- Pianifica – UYM

Anche nel principio Kaizen qualunque miglioramento deve passare attraverso una precisa e attenta pianificazione. Con penna e carta alla mano rifletti su quali aree della tua vita vuoi apportare dei miglioramenti.

Può non essere banale identificarle dato che solitamente abbiamo un’idea abbastanza vaga della nostra situazione e spesso si tende a semplificare troppo, dividendo le nostre giornate in due grosse aree: privato e lavoro.

All’interno di queste ognuno ha un’idea spesso approssimativa della propria situazione: buona, soddisfacente o insoddisfacente.

Si tratta di una valutazione però troppo superficiale, poco specifica e poco dettagliata.

Dobbiamo avere invece ben chiaro quale sia la situazione in ogni area della propria vita, altrimenti come potremmo mai decidere d’intervenire per migliorarle? In che modo possiamo sfruttare il principio Kaizen?

Per darti una mano in questo trovo davvero utile la cosiddetta Ruota della Vita.

Questo semplice strumento ti permette infatti di fare un vero e proprio check-up sulle 10 aree della tua vita.

Ti consiglio di leggere l’articolo specifico in modo da metterlo in pratica subito.

Questo è il link all’articolo che ho scritto sulla Ruota della Vita.

Fatto?

Qual è lo stato di salute nei singoli aspetti della tua vita?

Adesso che conosci quali sono le aree sulle quali intervenire possiamo sfruttare il principio Kaizen e possiamo pianificare gli interventi al fine di ottenere quei miglioramenti che ritieni imprescindibili.

Tieni bene a mente che l’obiettivo non è risolvere tutto e subito ma identificare soluzioni parziali di facile e immediata applicazione.

Proprio questo aspetto rende il principio Kaizen particolarmente facile da applicare e al contempo decisamente efficace.

 

2) Principio Kaizen: Esegui

 

Un nuovo cammino spaventa ma dopo ogni passo ci rendiamo conto di quanto era pericoloso rimanere fermi.(R.Benigni) Click to Tweet

 

Principio Kaizen - Esegui - UYM

Principio Kaizen – Esegui – UYM

La Pianificazione senza l’azione non porta da nessuna parte e questo vale anche nel principio Kaizen.

A volte è proprio a questo punto che ci perdiamo e così facendo tutti i nostri “vorrei” rimangono tali.

E’ giunto quindi il momento di mettere in pratica quelle piccole azioni che ti porteranno, giorno dopo giorno, al raggiungimento di quanto hai pianificato.

Quando parlo di piccole azioni intendo davvero piccole azioni.

E’ questo ciò che c’insegna i principio Kaizen.

Vorresti ampliare il tuo vocabolario d’Inglese?

Vorresti migliorare i rapporti con alcune persone ma non trovi mai il tempo per una chiacchierata?

Ti piacerebbe trasformare il tuo hobby in un lavoro?

Vorresti perdere peso e tonificarti ma non hai tempo per farlo?

Ti piacerebbe scrivere un romanzo?

Vorresti leggere quel libro sulla crescita personale ma le tue giornate sono strapiene d’impegni?

Raccontarci che non abbiamo tempo per Fare è la misera giustificazione per il nostro Non Fare: 10/20/30 minuti al giorno li trovi sicuramente, il punto è che non diamo abbastanza valore a questi (pochi?) minuti. Perché?

La cultura occidentale per qualche strano motivo tende a inseguire il “tutto e subito” piuttosto che “un poco ogni giorno”.

Un esempio per tutti è la tanto amata/odiata attività fisica.

Arriva infatti un giorno in cui decidiamo finalmente di metterci in forma e così fortemente motivati facciamo l’iscrizione annuale in palestra.

E tuttavia, poiché vogliamo toccare subito con mano risultati concreti, la sala attrezzi “diventa la nostra casa”: 3 volte a settimana, 2 ore a sessione.

Ci spezziamo letteralmente tra tapis roulant, cyclette, pesi, spinning, e chi più ne ha più ne metta.

Dopo 1 mese di risultati scarsamente apprezzabili, la forte motivazione tenderà a spegnersi, noi abbandoneremo tutto raccontandoci che “Ci ho provato ma la palestra non fa per me e poi è anche così noiosa.”

Energie, tempo persi e noi torniamo alle vecchie abitudini.

Ti dico quindi di prestare massima attenzione a quei pochi minuti che hai trascurato fino ad oggi. Il principio Kaizen lavora proprio in questa direzione.

Non occorre prendere due settimane di ferie per migliorare le aree della nostra vita, possono bastare pochi minuti ogni singolo giorno, ma lo devi voler fare davvero.

 

3) Principio Kaizen: Verifica

Principio Kaizen - Verifica - UYM

Principio Kaizen – Verifica – UYM

Questo terzo punto del Principio Kaizen ha lo scopo di controllare i miglioramenti ottenuti e valutare gli scostamenti tra quanto previsto e l’effettivo. Per quanto possibile cerca di utilizzare dati oggettivi per fare questa verifica, non affidarti alle sole sensazioni.

Spesso una tabella numerica dei risultati aiuta a capire se stiamo facendo bene ed è uno stimolo a perseverare. Nel caso in cui non sia stato raggiunto l’obiettivo definito in fase di pianificazione è necessario spostarsi nuovamente al punto 1 per ripartire con un nuovo ciclo.

Questo ti consentirà infatti di pianificare le azioni correttive. Nel caso sia stato invece raggiunto quanto definito in fase di pianificazione si può passare direttamente alla fase successiva.

4) Principio Kaizen: Rendi definitivo

Principio Kaizen - Rendi Definitivo - UYM

Principio Kaizen – Rendi Definitivo – UYM

L’obiettivo di questo punto è consolidare, standardizzare la soluzione trovata. In questa fase del principio Kaizen l’importante non fare l’errore di ritornare alle “care” vecchie abitudini. Inizialmente infatti è probabile avere qualche difficoltà a metabolizzare il nuovo modus operandi. Motivo? Lo sai bene quanto odiamo cambiare le nostre abitudini. 🙂

 

Finito? Niente affatto, il principio Kaizen si basa sul miglioramento continuo: un nuovo ciclo di Deming ti attende. Puoi decidere se migliorare ulteriormente il procedimento preso in esame affiancando una nuova azione migliorativa oppure considerarlo per il momento “definitivo”. In questo caso potrai spostarti su un’altra area di possibile interesse.

 

Come vedi il Ciclo di Deming si sposa alla perfezione con il principio Kaizen. Ogni cosa può essere fatta, sempre, in maniera migliore. Attenzione però a non passare da un estremo all’altro perché anche la ricerca della perfezione è un qualcosa da tenere a distanza! Esiste un labile confine infatti tra quello che è un processo di miglioramento, un percorso verso l’eccellenza e ciò che invece è la ricerca, “inutile” della perfezione. Approfondisci questo argomento leggendo l’articolo da me pubblicato dal titolo: la Ricerca della Perfezione

 

Per concludere:

Ogni aspetto della nostra vita può essere migliorato e una volta fatto può essere ulteriormente affinato.

Il principio Kaizen risponde esattamente a questa necessità.

Piccoli passi ma costanti evitando le “fughe in avanti”.

Non ci sono dubbi che sia molto meglio “un poco ogni giorno” piuttosto che “tutto e subito”. Tieni bene a mente che ogni viaggio, per quanto lungo, comincia sempre con un solo passo.

Hai mai utilizzato il principio Kaizen in qualche area della tua vita? No?

Allora è arrivato il momento di sfruttarne le potenzialità.

 

 

Se l’articolo che ho scritto per te sul principio Kaizen ti è piaciuto allora condividilo, metti “Mi Piace”. Ti ringrazio e ti auguro una splendida giornata all’insegna del… del principio Kaizen ovviamente!

Firma Marco Little UYM

Articolo Principio Kaizen

Immagini sul Principio Kaizen tratte da Pixabay

Matita - UYM

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Ciao, mi chiamo Marco Cammilli e sono l'autore di UpgradeYourMind. Voglio condividere con te i miei studi e le mie esperienze nell'ambito della crescita personale. Scopri le strategie pratiche e immediate per migliorare la qualità della vita. Buona navigazione. Marco.

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