Profezie autoavveranti - UYM

Le Profezie autoavveranti  sono delle vere “stregonerie” in quanto si tratta di previsioni che si realizzano per il semplice fatto di essere state espresse.

Argomento affascinante questo. Le profezie autoavveranti possono rappresentare un grosso ostacolo alla qualità della tua vita oppure, se sfruttate, farti raggiungere importanti obiettivi.

Vediamo cosa sono le profezie autoavveranti e come funzionano nella vita di tutti i giorni.

Liberarsi dalle nostre credenze o vederle per ciò che sono, ci permette di accogliere il nuovo e moltiplicare la gioia della scoperta. (Stephen Littleword)
Tweet:Liberarsi dalle nostre credenze o vederle per ciò che sono, ci permette di accogliere il nuovo e moltiplicare la gioia della scoperta. (Stephen Littleword)@UYMIND http://ctt.ec/O81Pc

Le Profezie Autoavveranti

Per profezie autoavveranti s’intende “una supposizione che, per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa realizzare l’avvenimento aspettato o predetto, confermando in tal modo la propria veridicità”.

Se crediamo una certa cosa, qualche che essa sia, il nostro comportamento conscio e inconscio si allineerà a questa credenza. Questo instaura un circolo vizioso o virtuoso in cui i nostri risultati confermano e quindi rafforzano la nostra credenza. Quello che succede in effetti è che la nostra attenzione, il nostro focus è spostato su tutto ciò che avvalora la nostra credenza. Non solo, la nostra mente avrà la tendenza a cancellerare, isolare, sminuire tutti quei comportamenti che contraddicono la nostra credenza.

Profezie autoavveranti: rapporti personali

Ecco qui la storia di Luca. Egli crede che il prossimo sia sempre pronto a fregarlo e nel corso della sua vita ha effettivamente avuto più di una volta conferma di questo. Come non ricordare quello spiacevole episodio sul lavoro e quella volta in cui un suo amico si comportò in maniera decisamente discutibile. Nel corso degli anni Luca ha così cominciato a spostare la sua attenzione su tutto ciò che andava a confermare questa sua credenza. Ogni volta che direttamente o indirettamente veniva a conoscenza di comportamenti men che corretti andava rafforzandosi in lui questa credenza.

Ogni volta non poteva fare altro che dire “Visto? Avevo ragione. Anche questa volta ho avuto conferma che le persone appena possono tendono a fregarti.” Luca però non si era accorto di cosa stava succedendo. Infatti la domanda da porsi è “Ma tutte le persone oneste che fine hanno fatto? Sono davvero scomparse dalla faccia della Terra e particolarmente dalla vita di Luca?”

Luca aveva involontariamente creato una barriera, un filtro con il quale escludeva quegli atteggiamenti contrari alla sua credenza. Tutti i comportamenti considerati onesti venivano sistematicamente esclusi dal conteggio di Luca.

La storia di Gianni invece ha seguito una strada diversa. Ha avuto la fortuna di entrare in contatto sempre con persone oneste e corrette. Sia in ambito lavorativo che personale ha sempre avuto riscontri positivi dalle persone a lui vicine. Con lo stesso identico meccanismo di Luca, Gianni tenderà a notare coloro che rafforzano la sua credenza e in maniera automatica cancellerà dal suo focus tutti coloro che si comportano invece in maniera discutibile. “Hai visto?” dirà Gianni “Avevo ragione. Le persone si comportano sempre in maniera onesta.”

Un uomo che si vanta di non cambiare mai opinione è uno che si impegna a camminare sempre in linea retta, un cretino che crede all’infallibilità. (Goethe)
Tweet:Un uomo che si vanta di non cambiare mai opinione è uno che si impegna a camminare sempre in linea retta, un cretino che crede all’infallibilità. (Goethe)@UYMIND http://ctt.ec/5UEf0

 

Chi ha ragione, Luca o Gianni? Possiamo dire che hanno ragione entrambi e… nessuno.

Non esiste una verità oggettiva assoluta in nessuna delle due storie, si tratta solo di due punti di vista differenti. Ogni credenza incide sul proprio modo di essere, di rapportarsi con gli altri, di decidere e agire. Come vedi è ininfluente stabilire se sia vero o no, definire chi ha ragione o chi ha torto, quello che importa è ciò in cui crediamo.

Il potere delle credenze è da ricercare nel fatto che le confondiamo per verità assolute.

 

(Clicca per ingrandire)

Profezie Autoavveranti - Circolo Vizioso o Virtuoso - UYM

Profezie Autoavveranti – Circolo Vizioso o Virtuoso – UYM

 

Il meccanismo indicato nel grafico spiega come le Nostre Credenze influenzano quelle che sono le Nostre Aspettative le quali, a loro volta, incidono sul Nostro Comportamento. Questo genera i Nostri Risultati che rinforzano a loro volta le Nostre Credenze.

Si tratta di un meccanismo che può dare origine a un circolo vizioso o virtuoso. Tutto dipende dalle nostre credenze.

Profezie autoavveranti: le proprie capacità

Prendiamo un altro esempio per capire in che modo le credenze impattano su ciò che saremo e faremo. E fai attenzione al fatto che queste credenze nascono già dai primi anni di vita.

Carlo frequenta il quarto anno delle elementari. Ha appena ricevuto il compitino di matematica dalla maestra e purtroppo non è andato affatto bene.

La maestra rivolgendosi all’alunno dice: “Mi dispiace ma non sei portato…”

Una frase all’apparenza banale ma che in verità porta con sé il seme di possibili conseguenze.

Carlo accetta il responso della maestra e comincia ad insinuarsi in lui un tarlo che continua a sussurragli: “Carlo, in effetti non sei portato per la matematica.”

Carlo si dedica meno alla materia in quanto ritiene che, visti i risultati, sia tempo perso. Al successivo compito non riesce neppure a prendere la sufficienza. “La maestra ha ragione, non sono portato per la matematica.” Ciò che era un dubbio comincia a diventare per il ragazzo una verità oggettiva.

Adesso Carlo ha il focus spostato su tutto ciò che andrà a rafforzare tale credenza e i suoi comportamenti saranno allineati con i suoi pensieri. L’impegno del ragazzo in matematica sarà sempre più contenuto e gli esercizi, per lui sempre più difficili, cercherà di copiarli dai compagni.

Carlo è a fare la spesa e la mamma per coinvolgere il ragazzo gli allunga 50€ per pagare alla cassa. Carlo paga e restituisce il resto alla mamma: resto sbagliato! “Il resto che ti hanno fatto non va bene. Ma non te ne sei accorto? Certo che tra te e la matematica c’è proprio un abisso.”

Adesso Carlo si sente ferito e umiliato e per non provare più quella brutta sensazione cercherà sempre di stare alla larga da tutto ciò che ha a che fare con la matematica: ogni qual volta appare lo spettro di un conteggio da fare prenderà le distanze. Si genera quindi un circolo vizioso per cui Carlo per tutta la vita sarà convinto di questa credenza limitante. Dico limitante perché ovviamente gli ha precluso chissà quali strade. Carlo oggi ha 30 anni è nonostante siano passati molti anni ogni volta che si trova ad avere a che fare con i numeri prova un certo disagio… perché? Bè lui sa bene di non essere portato per la matematica…

 

 

Profezie autoavveranti: l’Effetto Rosenthal

Profezie Autoavveranti - Effetto Rosenthal - UYM

Profezie Autoavveranti – Effetto Rosenthal – UYM

Prendo ad esempio il famoso esperimento dello psicologo tedesco Robert Rosenthal per aiutarci a capire meglio in che modo le profezie autoavveranti influiscono in maniera incisiva sulla nostra vita.

L’equipe guidata dallo psicologo sottopose alcuni bambini di una scuola elementare ad alcuni test d’intelligenza. Dopo i test, in modo casuale, vennero selezionati alcuni bambini e fatto credere alle insegnanti che fossero più intelligenti.

Sai cosa emerse a fine anno? I bambini selezionati, quelli immaginati migliori, vennero valutati effettivamente più dotati dalle maestre. Ciò che merita però ancora più attenzione è che questi bambini ottennero prestazioni realmente migliori a prove oggettive. Questo significa che risultarono realmente, oggettivamente più dotati. Ma com’è possibile tutto questo? Che spiegazione possiamo dare agli inattesi risultati di questi bambini?

Tutto è da ricondurre al comportamento tenuto dalle maestre che, ti ricordo, poggiava su una precisa informazione: i bambini selezionati dall’equipe sono i più intelligenti. Le insegnanti si mostrarono consciamente e inconsciamente molto più inclini a incoraggiare, stimolare e supportare gli alunni ritenuti “erroneamente” più dotati degli altri. Questo comportamento aveva influenzato a suo volta il comportamento dei bambini che ritenendo corrette le informazioni delle maestre mettevano in atto comportamenti che andavano a confermare le loro credenze.

Riassumendo succedeva questo:

Le maestre credevano che gli alunni selezionati fossero più intelligenti – > le maestre adottavano comportamenti in linea con le loro credenze -> i bambini interiorizzavano il giudizio positivo delle maestre (sono bravo) e si comportavano di conseguenza. Si creava un potente circolo virtuoso nei bambini selezionati dallo psicologo che dava luogo a prestazioni oggettivamente migliori rispetto a tutti gli altri alunni.

I bambini tendevano a diventare ciò che le maestre avevano immaginato. L’aspettativa dei risultati influenzava i risultati stessi.

T’invito a rileggere queste due ultime frasi perché non sono affatto scontate, sono davvero affascinanti e, passami il termine, potenti.

Come vedi l’Effetto Rosenthal è una forma di suggestione psicologica che porta tendenzialmente le persone ad allinearsi, a conformarsi a ciò che le altre persone credono di loro. Questo effetto può avere quindi conseguenze positive o negative.

 

Profezie autoavveranti: l’Effetto Placebo

Profezie Autoavveranti - Effetto Placebo - UYM

Profezie Autoavveranti – Effetto Placebo – UYM

Un altro effetto che ci aiuta a capire come le credenze abbiano effetti concreti sulle nostre vite è il più conosciuto effetto placebo.

In questo studio i medici prescrissero lo stesso farmaco a due gruppi di pazienti.  Al primo gruppo fu riferito che si trattava di un farmaco in fase di test clinico, al secondo invece un farmaco di collaudata efficacia. I risultati emersi dimostrarono come la remissione dei sintomi fu ampiamente più evidente nel secondo gruppo.

L’aspettativa positiva del paziente aveva conseguenze concrete in linea con ciò che credeva.

 

 

Profezie autoavveranti: come gestirle

Nella vita di tutti i giorni questi meccanismi possono essere quindi d’aiuto o d’intralcio al nostro benessere psicofisico. Questi effetti hanno conseguenze sia nei rapporti con gli altri (figli, genitori, colleghi, amici), sia nel rapporto che abbiamo con noi stessi. Come hai visto questi meccanismi influenzano in maniera importante le nostre azioni e di conseguenza i risultati e la propria realizzazione personale, insomma il nostro futuro. E’ importante quindi riconoscerli in modo da trasformare questi schemi mentali che ci danneggiano in credenze potenzianti capaci cioè di farci attingere a tutte le nostre risorse e portarci ovunque vogliamo andare.

La prossima volta che ti scappa la frase “Non sono bravo a…” dovresti rifletterci un attimo e trasformala in “Non ho voluto essere bravo in…”.

Profezie autoavveranti: senso di responsabilità

Esaminiamo queste due frasi che potremmo erroneamente scambiare come uguali:

Non sono bravo a…

Nel momento in cui utilizzo questa frase invio un messaggio ben preciso al mio cervello: “Non dipende da me se non sono bravo a fare quella specifica cosa… non tutti hanno talento, se io sono negato non è certo colpa mia.”

Questo pensiero ci danneggerà poiché andiamo a scaricare la responsabilità della nostra incapacità all’esterno. La conseguenza è quindi che non potendo intervenire, dato che non dipende da noi, non ha alcun senso perderci tempo. “Non sono bravo in … e sarà sempre così.”  Con quest’ultima frase affibbiamo un’altra terribile etichetta alla nostra incapacità, quella temporale. Con quel “sarà sempre così” andiamo a porre una pietra tombale su questa storia. Non la metteremo mai più in discussione in quanto è così e lo sarà per sempre.

Ecco un grafico che chiarisce il nostro errato comportamento. Hai fatto caso che non è mai responsabilità nostra?

(Clicca per ingrandire)

Profezie Autoavveranti - Responsabilità - UYM

Profezie Autoavveranti – Responsabilità – UYM

Non ho voluto essere bravo in…

In questo caso la persona si assume la responsabilità di quanto successo. La differenza è abissale dato che in questo caso stiamo dicendo che ciò che sono oggi è la conseguenza delle mie scelte. Questo atteggiamento mentale è l’unico in grado di offrirci la possibilità di “rimediare”. Se adesso decido consapevolmente di allenarmi in quella specifica attività, che non ho mai esercitato, è logico riuscire a migliorare e prima ce ne accorgiamo più sarà facile farlo.

Profezie Autoavveranti - Talento - UYM

Profezie Autoavveranti – Talento – UYM

Io, ad esempio, sono sempre stato convinto di essere negato per il disegno. Ancora oggi continuo ad avere un tratto simile a quello di un bambino. Motivo? Tornando indietro nel tempo, fin dove riesco ad arrivare, ricordo di aver cominciato a dare forza a questa credenza fin dalle elementari. Il paragone con i disegni di mio fratello non andava a mio favore. Lui è più grande di 5 anni quindi era comprensibile che disegnasse meglio di me. Questo però agli occhi di un bambino di 7/8 anni anni conta poco. La credenza che non ero portato è diventata nel giro di pochi anni una verità assoluta e come puoi immaginare sono sempre stato alla larga dal disegno a mano libera. Mio fratello passava invece molte ore con matita e gomma alla mano mentre io facevo di tutto per stare alla larga da ciò che non mi riusciva e in quanto tale, non solo non non mi procurava alcun piacere ma anzi, disagio. Adesso con una consapevolezza diversa so bene che è solamente responsabilità mia se non so disegnare.

Questo succede in ogni aspetto della nostra vita e bastano poche situazioni perché quella vocina cominci a sussurrarci: “Meglio se lasci perdere, in questo non sei affatto bravo”.

Prima ci accorgiamo di queste sciocchezze è più sarà facile, se lo vogliamo, invertire rotta. Con il passare degli anni le nostre capacità di apprendere si riducono sensibilmente. T’invito a fare un check su quali siano le tue credenze che in tutti questi anni hai confuso purtroppo per verità assolute.

 

Nell’articolo che ti riporto qui di seguito ho registrato i passi necessari per smontare le credenze che ci danneggiano e rafforzare, fino a renderle inossidabili, quelle nuove potenzianti.

Se pensi di non essere in grado di svolgere un determinato compito stai pur certo che avrai, ahimè, perfettamente ragione.

Leggi e rileggi questo articolo in modo da poterlo sfruttare ogni giorno per identificare le tue credenze limitanti e sostituirle prontamente con nuove potenzianti. Prima lo farai e meglio sarà. Non attendere ancora, ogni giorno è prezioso. Come abbiamo visto in altri miei articoli l’arco temporale della nostra vita ha un limite.

Credenze limitanti: vivere con il freno a mano tirato

 

Nell’arco della tua vita a quali profezie autoavveranti hai dato origine? Quali sono le tue credenze limitanti che hai scambiato per verità assolute?

Scrivilo sotto nei commenti.

 

 

Firma Marco Little UYM

Articolo Profezie Autoavveranti – Immagine tratte da Google Immagini

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2 commenti
  1. Sandra
    Sandra dice:

    Buongiorno Marco,

    Hai tirato fuori dal cappello un altro argomento interessante sul quale vale la pena soffermarsi 🙂
    Quando parli di Carlo parli di me :-p
    Sono sempre stata bravina a scuola ma ho anche sempre avuto un punto debole: la matematica. Un incubo per me!
    Credo che mi successe quello che successe a Carlo: un bel giorno toppai un compito in classe o mi resi conto che avevo altre passioni e iniziai ad andare male in matematica. Le maestre non aiutavano: “Sandra, ti perdi in un bicchier d’acqua” era una frase classica. “Non sei portata per la matematica, tu sei più portata per le materie letterarie”.
    Le volte che venivo chiamata alla lavagna partiva il panico: sapevo che avrei fatto una clamorosa figuraccia davanti a tutti.

    Imbarazzo, una bassa autostima quando si parla di numeri, mi sento ignorante in materia, provo disagio. Il risultato è che tutta la vita ho tentato di evitare di fare i conti a mente e ho continuato ad odiare la materia e parlo correttamente 8 lingue straniere. Come dico io: ho compensato la mia carenza in campo matematico con le lingue, per le quali sono sempre stata “portata”. Era qualcosa che mi veniva naturale per cosi dire.
    Se una cosa ti viene naturale, nasce la passione, lo fai con piacere, non ti costa sforzo.
    Le credenze che si sono insidiate nella mia testa fin dai primi anni, me le sono portata dietro fino ad ora.

    La legge dell’attrazione dice “ci attiriamo quello in cui crediamo fermamente e i pensieri diventano la realtà”.
    Si ricollega un po’ a tutto questo e al famoso effetto placebo.
    La cosa positiva è che tutto dipende da noi e possiamo cambiare le carte in tavola, se solo lo vogliamo. Però troppo spesso accade che ci fossilizziamo cosi su delle credenze che dagli e ridagli alla fine facciamo nostre, autoconvincendoci che quella sia la realtà oggettiva.
    E’ un vero peccato!

    Mi sta venendo voglia di mettermi a studiare matematica per provare a tutti che chiunque può migliorare e fare passi da gigante in situazioni che non avrebbe mai creduto possibili 😀

    E tu Marco, sei più tornato a disegnare per mettere alla prova tutto questo? 🙂

    Rispondi
  2. Marco Cammilli
    Marco Cammilli dice:

    Ciao Sandra, uno degli aspetti più pericolosi è che non ce ne rendiamo conto di avere pensieri, credenze limitanti. L’unico modo per farlo è fermarsi un attimo, riflettere e prenderne consapevolezza.
    Ti ringrazio del tuo esempio che aggiunge valore all’articolo. Sono sicuro infatti che moltissimi utenti hanno trovato punti in comune con il tuo esempio.
    Devo farti i miei più sinceri complimenti per il tuo bagaglio linguistico! Davvero notevole.
    Secondo te eri “portata per le lingue” oppure è stato il tuo “atteggiamento” a farti appassionare e quindi riuscirvi?
    Come puoi immaginare io appoggio la seconda opzione. 🙂

    Per quanto riguarda il disegno posso dirti che ho realizzato tutto proprio mentre stavo scrivendo l’articolo. Non credo di riprendere in mano matita e gomma in quanto al momento ho altre priorità su cui sto lavorando. UpgradeYourMind è in pole position! 🙂
    Il percorso che sto seguendo proprio con UYM mi ha fatto cambiare alcune mie credenze. Quando non esisteva tutto questo e UYM era solo un’idea non avevo la benché minima idea di poter avere questi risultati.
    “Perché le persone dovrebbero leggere i miei articoli?”
    “Perché i miei contenuti dovrebbero essere più interessanti di altri?”
    “Il Web è pieno di siti che affrontano la crescita personale. Perché gli utenti dovrebbero soffermarsi proprio sul mio?”
    “Non sono capace di gestire un Blog”

    La lista era molta lunga ma con il passare dei mesi l’ho ridotta notevolmente 🙂

    Se può interessarti ho scritto un articolo che tratta nello specifico il Talento. Si tratta di un argomento strettamente collegato a questo e credo tu possa trovare altre informazioni utili.
    http://www.upgradeyourmind.it/autostima/talento-che-cose/

    Ti ringrazio del commento Sandra. A presto.
    Marco.

    Rispondi

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