Problemi senza soluzione - UYM

Problemi senza soluzione?

Ti capita mai di trovarti alle prese con problemi senza soluzione?

Nonostante i profusi sforzi non riesci a cavare un ragno dal buco.

“Marco, eccome se capita. Ci sono volte in cui pur cambiando la soluzione al problema continuo a battere la testa contro il muro!”

Ecco come devi risolvere i problemi senza soluzione… apparente.

Problemi senza soluzione

 

I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati. Albert Einstein Click to Tweet

Il modo migliore per spiegare questo processo è quello di utilizzare un simpatico e velocissimo gioco. Uno di quei giochi in cui sono da richiamare all’attenzione un po’ di neuroni! 😉

Problemi senza soluzione: il gioco dei 9 punti

Per affrontare i problemi senza soluzione è importante che tu mi segua.

In questo gioco sono celate delle incredibili informazioni realmente utili per la risoluzione di quei problemi dai quali sembra non esserci via d’uscita.

Prendi un qualunque foglio che hai a portata di mano e disegna 9 punti disposti come nella figura.

 

Tentativo 1 - UYM

 

Fai 6 di questi disegni.

Fatto?

Dai, è velocissimo.

Adesso prendi una penna e cerca di unire i 9 punti con 4 segmenti (non puoi quindi usare linee curve) senza sollevare la penna dal foglio.

Quando termini il primo segmento dovrai quindi far partire il secondo, poi il terzo e infine il quarto.

Obbiettivo: toccare tutti e 9 i punti.

Ti chiedo di disegnare i segmenti senza anticipare mentalmente il percorso che vorrai poi fare con la penna.

Fatto?

Com’è andata?

Molto probabilmente hai fallito in tutte e 6 le prove.

Non ti preoccupare perché l’obiettivo in questa parte iniziale è esattamente questo!

Ti riporto di seguito quelli che sono stati i miei tentativi… anche questi falliti.

Tentativi Falliti - UYM

“Marco, mi piacciono questi giochi e così ho tentato di trovare la soluzione con ulteriori 6 tentativi. Tutte e 12 le mie prove sono fallite! Questo sì che rientra tra i problemi senza soluzione!”

I numerosi ragionamenti che hai fatto seguono esattamente lo schema di come elabori i problemi nella vita di tutti i giorni.

Ti posso dire che se dopo il terzo tentativo non riesci a trovare la soluzione… molto probabilmente non la troverai mai!

“Marco, come puoi dire questo! Mi stai praticamente dicendo di abbandonare la risoluzione di un problema? Nel tuo blog sottolinei sempre l’importanza di non mollare mai, di essere resiliente!”

Hai perfettamente ragione, infatti non ti ho detto di mollare!

Ti ho detto che non troverai la soluzione…

…se continuerai a ragionare utilizzando gli stessi schemi mentali.

 

 

Se ti piace quest’articolo su come Risolvere Problemi senza soluzione ti chiedo di condividerlo. Questo tuo gesto ricambia il tempo che dedico agli articoli di questo blog. Grazie

 

Problemi Senza Soluzione e gli schemi mentali

Questo gioco ha una semplicissima quanto destabilizzante soluzione.

Uso la parola destabilizzante e guardando la soluzione sotto riportata capirai il perché.

Soluzione - UYM

“Marco, ma che soluzione è mai questa! Hai barato! Sei uscito fuori dal quadrato, dal limite!”

Come dici?

Sono uscito fuori dal quadrato?

Dal limite?

Di quale limite stai parlando?

“Non fare il furbo! Dal limite… dai… il limite dato dal contorno della figura!” 

In ogni tentativo fallito troviamo un cambiamento basato sul fallimento precedente.

Il nostro cervello prende spunto dalla soluzione errata e prova a generare un altro percorso.

Ciò che rende affascinante questo semplice gioco è proprio questo: i vari tentativi falliti, seppur diversi tra loro, hanno una cosa in comune.

Hanno in comune il fatto che si sono svolti tutti all’interno di un campo di possibilità, di una cornice con dei confini molto precisi.

Se rileggi le regole del gioco non troverai niente che vieti di uscire dal quadrato.

Non ho scritto da nessuna parte che devi muoverti all’interno di certi limiti.

La domanda che ti devi porre è quindi: “Perché allora non sono uscito dal limite del quadrato?”

 

La risposta è semplice:

“Non sei uscito dal limite, da quella cornice, perché hai dato per scontato questa premessa.”

 

Questo tuo ragionamento prende il nome di premessa implicita. Significa porsi dei limiti consci o inconsci prima ancora di affrontare il problema.

 

I Problemi Senza Soluzione nella storia

Problemi senza soluzione - Nodo Gordiano - UYM

Problemi senza soluzione – Nodo Gordiano – UYM

La storia ci presenta in epoche diverse soluzioni impensate a fronte di problemi apparentemente irrisolvibili.

 

I Problemi Senza Soluzione e Il nodo Gordiano:

secondo la profezia oracolare chi fosse stato in grado di sciogliere questo intricatissimo nodo sarebbe diventato imperatore dell’Asia minore.

Alessandro Magno si trovò di fronte quindi a uno di quei problemi senza soluzione: nessuno era mai riuscito a scioglierlo.

Il problema fu efficacemente ed efficientemente risolto con un colpo di spada.

I Problemi Senza Soluzione e l‘uovo di Colombo:

Colombo sfidò dei nobili spagnoli in un’impresa: far stare dritto un uovo sul tavolo.

Ognuno di loro fece numerosi tentativi, ma nessuno vi riuscì. Senza ombra di dubbio si trattava di un problema senza soluzione.

I nobili, convinti di ciò, chiesero quindi a Colombo di dimostrare come risolvere quello che sembrava rientrare a pieno titola tra i problemi senza soluzione. Colombo praticò una leggera ammaccatura all’estremità dell’uovo che rimase dritto sul tavolo.

Quando gli spagnoli protestarono dicendo che lo stesso avrebbero potuto fare anche loro, Colombo rispose: «La differenza, signori miei, è che voi avreste potuto farlo, io invece l’ho fatto!»

Sono due esempi eclatanti di soluzioni insospettatamente semplici a problemi apparentemente impossibili.

E’ a questo punto che si aprono incredibili scenari.

 

Ecco come risolvere i Problemi Senza Soluzione

Se riprendi i tuoi tentativi, quelli all’interno della cornice, troviamo numerosi cambiamenti che chiameremo Cambiamenti di 1° livello.

Nel tentativo riuscito troviamo invece tutto un altro tipo di cambiamento che chiameremo Cambiamento di 2° livello

– Problemi Senza Soluzione e i Cambiamenti di 1° livello:

si chiamano in questo modo quelli che avvengono all’interno di una cornice;

– Problemi Senza Soluzione e i Cambiamento di 2° livello:

vengono chiamato così quelli che portano ad un cambiamento della cornice stessa.

 

Il Cambiamento di 2° livello si chiama così perché opera ad un livello logico diverso dall’altro, è un cambiamento delle premesse implicite che regolavano invece i cambiamenti di ordine inferiore.

L’unico modo per risolvere questo gioco-problema non è quello di cambiare percorso ma cambiare le premesse.

Questo non significa che ogni volta che ti troverai davanti un problema dovrai mettere in discussione le premesse implicite.

Nella maggior parte delle situazioni il primo approccio, quello che comporta cambiamenti di 1° livello, sarà in grado di darti la soluzione.

 

Per concludere sui problemi senza soluzione

Quando invece le tue scelte continuano a portarti a un vicolo cieco allora è il momento giusto di far nascere il dubbio:

devi cambiare le premesse per risolvere problemi senza soluzione.

Firma Marco Little UYM

Articolo su Risolvere problemi senza soluzione – Immagine tratta di Google Immagini

Matita - UYM

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Ciao, mi chiamo Marco Cammilli e sono l'autore di UpgradeYourMind. Voglio condividere con te i miei studi e le mie esperienze nell'ambito della crescita personale. Scopri le strategie pratiche e immediate per migliorare la qualità della vita. Buona navigazione. Marco.

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16 commenti
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Domenico, alcuni mesi fa mi sono imbattuto in questo gioco durante una cena con gli amici. Dopo alcuni tentativi non riusciti mi sono fatto dire la soluzione. “Waaaooooo! E’ così anche nella vita delle persone.” Questa la mia esclamazione di stupore e interesse. Un interesse che andava oltre la semplice quanto inaspettata soluzione del gioco… ma di questo ne ho parlato nel post! 🙂 Ecco com’è nata l’idea di scrivere un articolo a riguardo. Ti ringrazio del commento. A presto, Marco.

      Rispondi
  1. Roby
    Roby dice:

    Per esperienza diretta nel corso della mia vita ho dovuto affrontare:
    ° persone che sapevano sempre fare meglio il lavoro degli altri
    ° problemi o situazioni apparentemente non risolvibili e/o non modificabili
    in meglio
    Nel 1° erano persone assai carenti nel lavoro a loro affidato o, nella migliore delle ipotesi, continuavano a farlo come era ” stato sempre fatto ”
    Nel 2° c’è sempre ” un altro modo ” x fare le cose in meglio e + efficaciemente.
    Il pensiero laterale unito ad un po’ di fantasia aiuta assai.

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Roby, c’è una frase che hai scritto che odio profondamente! “…ma abbiamo sempre fatto così.” E’ una frase che non riesco a digerire perché sono convinto che sia tra le frasi più pericolose in circolazione. Please, cerchiamo di starne alla larga. Cosa ne pensi?
      Marco.

      Rispondi
  2. wisteria
    wisteria dice:

    Comunque secondo me hai barato nel gioco! 🙂
    A parte le battute, il gioco che hai mostrato è incredibilmente efficace. Fa toccare con mano cosa significa davvero “pensare fuori dagli schemi”.
    Ottimo articolo!
    Grazissimissime.

    Rispondi
  3. Alberto
    Alberto dice:

    Buongiorno a tutti ricordo di aver letto un libro un paio di anni fa che trattava questo argomento. L’articolo mi è piaciuto e mi ha dato alcuni spunti interessanti che cercherò di mettere in pratica a lavoro.
    Saluti Alberto.

    Rispondi
  4. Ringhio70
    Ringhio70 dice:

    Ciao Marco,
    adoro i giochi logico/matematici e devo dire che la semplicità di questo mi ha veramente spiazzato: ho fatto ben più di 10 prove cercando via via soluzioni diverse, ma ahimé rimanendo sempre all’interno dei cambiamenti di 1° livello. Trovo molto interessante l’idea di applicare questo tipo di strategia ai problemi di tutti i giorni.

    Ciao.

    Ringhio70

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Ringhio70, quello che mi ha fatto incuriosire tantissimo a questo gioco è stata proprio l’idea di applicare lo stesso meccanismo risolutivo alla vita di tutti i giorni.
      Ti ringrazio del commento. Marco.

      Rispondi
  5. ApplePie
    ApplePie dice:

    Ciao Marco nel fare questo semplice gioco e nel leggere la soluzione mi sono sentita davvero “limitata”! Perché ero così concentrata sul trovare una soluzione che non ho pensato ad ampliare gli orizzonti.
    Cosa che alla fine mi ritrovo a fare nella vita.
    Sto cercando di migliorarmi e spero che un pochino alla volta ci riesca davvero.
    I tuoi articoli sono sempre molto interessanti, bravo! 🙂

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao ApplePie, solitamente succede esattamente quanto hai scritto. Il nostro cervello cerca sì costantemente nuove soluzioni ma tende a farlo all’interno delle solite regole che secondo noi, consciamente o inconsciamente, regolano quel “mondo”.
      Ti ringrazio dei complimenti.
      A presto, Marco.

      Rispondi
  6. Chiara
    Chiara dice:

    “Limitata” è proprio la parola che rende il concetto (grazie ApplePie).
    Pensandoci bene non è logico pensare di trovare una soluzione guardando le cose dal solito punto di vista.
    Rimanere ingabbiati nei soliti schemi non ti fa dare quella svolta, quella ventata di cambiamento a cui nella vita ognuno di noi è portato a cercare.
    Questo però vuol dire ribaltare il modo di pensare, magari anche stravolgendo le nostre certezze. Ed è proprio quella paura di “staccarsi dal bordo” che non ci permette di imparare a nuotare!
    Non è facile, a me non riesce molto, ma quando riesci a farlo la gratificazione è enorme!

    Rispondi
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Ciao Chiara, hai ragione: non è logico cercare la soluzione continuando a osservare il problema sempre dallo stesso punto di vista. Il fatto è che non è facile osservarlo da altre angolazioni fin tanto non ci poniamo IL DUBBIO di cui parlo nel post, fin tanto non ci accorgiamo che esistono altre angolazione da cui osservarlo. Dobbiamo sviluppare la consapevolezza che stiamo cercando la soluzione “sempre nello stesso posto”. Solo a questo punto cominceremo a cercarla altrove.
      Il famoso metodo BrainStorming usato molto in ambito aziendale ha proprio l’obiettivo di non porsi limiti alle possibili soluzioni. Soluzioni quindi di ogni tipo, perfino assurde o paradossali, senza che nessuna di queste venga bocciata in prima battuta. Solo in un secondo momento, terminata la seduta di brainstorming, saranno valutate le soluzioni proposte.
      A volte, come scrivi tu, non vogliamo cercare la soluzione altrove perché fare questo vorrebbe dire mettersi in discussione e percorrere strade molto diverse da quelle sulle quali siamo abituati a camminare.
      Ti ringrazio del tuo commento. Marco.

      Rispondi

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