Giusy Versace: con la testa e con il cuore

Giusy Versace - Con la testa e con il cuore - uym

La vita di Giusy Versace è costituita da un prima e da un dopo e nel mezzo c’è…

un guardrail.

Una lamiera che taglia in due la sua vita.

Ecco l’incredibile e toccante storia di Giusy Versace.

Una storia fatta di dolore, di amore, grande tenacia e forti cambiamenti.

Sono sicuro che anche tu, proprio come me, sarai portato a riflettere sul senso della vita e sugli ostacoli che improvvisamente ci troviamo davanti al nostro cammino.

Una storia che sa emozionare in maniera forte e che vuole ricordarci che con la testa e con il cuore si riescono a superare ostacoli apparentemente insormontabili.

 

Giusy Versace - Con la testa e con il cuore - Il sogno premonitore - uym

Giusy Versace – Con la testa e con il cuore – Il sogno premonitore – uym

Giusy Versace: il sogno (premonitore?)

La notte prima della partenza un brutto sogno, forse il più brutto che abbia mai fatto.

Sta correndo a perdifiato giù per una scalinata, ogni tanto voltandosi per vedere chi la sta inseguendo.

Per evitare di cadere si regge al corrimano.

Ma nei sogni succedono le cose più incredibili e quel corrimano si trasforma in una lama che le taglia di netto entrambe le braccia.

Giusy Versace è riversa sul pavimento ed il sangue fuoriesce copiosamente dagli arti lacerati.

Si sveglia di soprassalto, sconvolta e sudata.

Si guarda attorno e nella penombra riconosce la sua camera, i suoi oggetti e le sue valigie pronte per il viaggio.

Tira un sospiro di sollievo, fortunatamente è stato solo un brutto sogno.

 

Giusy Versace - Con la testa e con il cuore - L'incidente - uym

Giusy Versace – Con la testa e con il cuore – L’incidente – uym

Giusy Versace: l’incidente

Prima perde il controllo della vettura, poi il testa coda e l’impatto.

Tutto avviene rapidamente ma ha la sensazione che tutto si stia muovendo al rallentatore.

Giusy Versace appena riapre gli occhi cerca il cellulare per chiamare i soccorsi.

È ben consapevole dell’incidente.

Allunga la mano nella speranza di trovarlo. Niente.

Deve chiamare i soccorsi.

Sposta gli airbag esplosi davanti a lei e solo i quel momento si accorge di come il guardrail sia penetrato all’interno dell’autovettura, abbia avvolto i sedili, e le sia arrivato così vicino.

In quel momento si rende conto di come i vestiti e i sedili siano copiosamente coperti di sangue.

Lo vede bene e distintamente il guardrail, è vicinissimo, là sotto lo sterzo.

Le viene istintivo proteggersi e così decide di ritrarre le gambe… ma le gambe non ci sono più.

 

“Cerco di sostenere le gambe con le mani e pesano, tanto che non sento più le braccia e la schiena, ma non le mollo. Urlo ancora, urlo senza voce eppure spero che qualcuno mi senta.” (Giusy Versace – L’incidente)

 

Il guardrail ha lacerato entrambi gli arti.

La gamba sinistra è tagliata all’altezza del ginocchio e la destra mostra un polpaccio in parte strappato e penzolante.

Tutto il resto, piedi compresi sono oltre quella lamiera.

Non solo, anche una parte della sua vita.

 

“Alzo un po’ la testa, pensando di guardarmi i piedi. Voglio sollevarli e appoggiarli sul sedile dell’auto, per proteggermi. Ma non posso: le gambe sono tagliate, cadono giù per terra e al sedile non ci arrivano.” (Giusy Versace – L’incidente)

 

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Giusy Versace: con la testa e con il cuore si va ovunque

Giusy Versace aveva tutto.

28 anni, bella, una carriera lanciatissima e appagante, numerose persone di riferimento, un’ottima famiglia e un sacco di super amici.

Giusy Versace sapeva esattamente chi era.

Ma quel giorno, quel 22 Agosto 2005, in un attimo tutto questo sparì.

Sono sempre rimasto affascinato da queste persone capaci di affrontare in maniera davvero incredibile eventi così tragici.

Questo il motivo che mi ha portato ad approfondire la storia di Giusy Versace.

Conoscevo quanto successo ma solo in maniera molto superficiale.

Ero curioso, avevo molte domande in testa.

 

Dottore, ma io lo so di non avere più le mie gambe. Ricordo ogni singolo istante. (G.Versace) Click to Tweet

 

Com’è successo?

Come si può riuscire ad affrontare un trauma del genere?

Com’è possibile, con la testa e con il cuore, farcela ad andare avanti?

Come si riesce a lottare con le unghie e con i denti sapendo che mai le cose potranno tornare come prima?

Com’è possibile guardare oltre e costruirsi un domani anziché continuare a rimpiangere un passato che non c’è più?

 

Tiene le mani appoggiate al vetro, mi guarda e piange in silenzio. È un colpo al cuore. Nei suoi occhi il terrore, l’ansia, la rabbia. Sta pensando qualcosa come: “Eccola in un letto di ospedale, senza gambe e chissà cos’altro Dio avrà previsto per lei. Una vita sulla sedia a rotelle! Avrà bisogno sempre di qualcuno!” Improvvisamente realizzo. La sua preoccupazione per il futuro attraversa il vetro e mi colpisce, come un pugnale. (Giusy Versace – Suo fratello e il risveglio in ospedale)

 

 

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Giusy Versace: la rinascita

Nonostante quello che è successo, Giusy Versace decide di non rimanere legata a un passato che non c’è più.

Avrebbe potuto scegliere di rimpiangere quanto perso, avrebbe potuto disperarsi per tutto ciò che nella sua vita non avrebbe mai più potuto fare.

Ma questo non accade.

Lei decide di non mollare e lo fa nel migliore dei modi, concentrandosi su quello che ha ancora e su quello che può e potrà ancora fare.

Nonostante la perdita delle gambe decide di rialzarsi.

 

Non possiamo decidere quali eventi capitano nella nostra vita, ma possiamo decidere come affrontarli.… Click to Tweet

 

E grazie a una forza di volontà sorprendente e con un paio di protesi nel 2010 inizia a correre diventando così la prima atleta donna italiana della storia a correre con doppia amputazione agli arti inferiori.

Giusy Versace riesce a diventare un’atleta paraolimpica capace di bruciare i 100 metri in 15 secondi.

Una campionessa italiana nei 100 e 200 metri.

 

Con il suo aiuto riesco a tenere la penna in mano e scrivo: “Pensavate di liberarmi di me così facilmente? Invece no! Eh eh eh. Tornerò presto in piedi. Vi voglio bene.” (Giusy Versace – il risveglio in ospedale)

 

 

Nel 2011 fonda l’associazione Disabili No Limits Onlus, di cui è presidente.

Un’associazione con il nobile intento di restituire a tutte le persone con disabilità una vita autonoma donando loro gli ausili che al momento non sono previsti dal Sistema Sanitario Nazionale.

 

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Per concludere sul libro di Giusy Versace

La storia di Giusy Versace tocca nel profondo e commuove.

Il libro è molto di più di una storia ben raccontata.

È una vera lezione di vita.

 

Nonostante la sofferenza, la paura, la rabbia, lo sconforto, la frustrazione, non faccio altro che ringraziare Dio per l’amore che mi dimostra ogni giorno. Del resto, chi ha mai detto che la vita dev’essere per forza facile?

 

È una vicenda personale che vuole essere un esempio per tutti coloro che si trovano davanti a scelte importanti, a tutti quelli che si trovano a dover fronteggiare ostacoli apparentemente insormontabili.

Un insegnamento forte, molte forte per tutti coloro che decidono di affrontare il cambiamento.

 

Firma Marco Little UYM

Articolo su Giusy Versace – Immagini pubblico dominio

Matita - UYM

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2 commenti
    • Marco Cammilli
      Marco Cammilli dice:

      Assolutamente d’accordo.
      Non si tratta solo di un libro che ci aiuta a conoscere la storia di Giusy Versace ma di una storia fatta di dolore, di paura, di sconforto, di frustrazione, di amore, di grande tenacia e di fortissimi cambiamenti.
      Una vicenda personale, un storia da portare come esempio quando ci troviamo davanti a scelte importanti e ad ostacoli apparentemente insormontabili.

      Rispondi

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