Il Cambiamento è un processo inarrestabile. Fattene una ragione.

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Il Cambiamento è un processo inarrestabile.

Noi stessi siamo infatti in continuo cambiamento.

Nonostante questo costante processo di trasformazione facciamo di tutto per fingere che non esista oppure cerchiamo di soffocarlo.

La materia, l’energia, in sostanza la Vita sono però in continuo inarrestabile mutamento.

Cercare di frenare tutto questo è invece innaturale, e allora puoi decidere di vivere il cambiamento come qualcosa che attenta alla tua felicità e alla tua vita, puoi vederlo come lo spettro di una catastrofe annunciata oppure come una nuova opportunità, uno strumento per sentirsi di nuovo vivi.

 

Il Cambiamento è un processo inarrestabile

Voglio introdurre il cambiamento con una breve storia che ti catapulterà nel profondo blu dell’oceano.

 

Il cambiamento è una costante universale, mai ha avuto sosta e mai ne avrà. (M.Cammilli) Click to Tweet

 

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Il Cambiamento e la Conchiglia

Alcuni pesci colorati si muovevano con eleganza tra le correnti dell’oceano.

Un branco di cavallucci marini sostava nei pressi di alcune sinuose alghe alla ricerca di cibo.

Poco più in basso una conchiglia si lasciava cullare dalle docili correnti, ammirando tutti i colori che la circondavano. I cavallucci furono i primi a sentire la corrente farsi più forte.

In un attimo cominciarono ad allontanarsi seguiti da tutti gli altri pesci.

La conchiglia osservava senza capire cosa stesse succedendo.

Avvertiva che attorno a lei qualcosa stava cambiando ma non capiva cosa fosse: apparentemente tutto sembrava uguale.

Una forte corrente si abbatté all’improvviso sulla conchiglia trascinandola lontano, facendola rotolare sul fondale sabbioso.

La corrente si placò e la conchiglia si ritrovò, dolorante e ammaccata, in un luogo che non conosceva.

Alcuni pesci mentre passavano in branco osservarono di sottecchi il nuovo arrivato.

“E questa cosa ci fa qua da noi?” disse uno di loro in malo modo passando oltre.

La conchiglia non fece troppo caso a quelle parole perché era impegnata a buttare fuori un fastidioso granello di sabbia.

Le premeva sulla morbida carne e i contorni appuntiti rendevano ancor più fastidiosa la presenza di quello sgradito ospite.

 

“Un albero il cui tronco si può a malapena abbracciare nasce da un minuscolo germoglio.
Una torre alta nove piani incomincia con un mucchietto di terra.
Un lungo viaggio di mille miglia si comincia col muovere un piede.” (Lao Tze)

 

La conchiglia, con determinazione, cercava di sputare fuori l’intruso ma i giorni passavano e ogni tentativo non portava a niente.

Il mollusco cominciò a piangere, disperato, perché consapevole che non sarebbe mai riuscito a buttare fuori il sassolino.

Quel dolore se lo sarebbe portato con se per tutta la sua esistenza.

Le lacrime del mollusco ricoprirono il granello di sabbia e, inaspettatamente, percepì distintamente un gran sollievo: il dolore sembrava essersi leggermente attenuato.

La conchiglia però non voleva desistere e ogni tanto riprovava a sputare fuori il granello.

Passarono molti altri giorni, forse mesi e la conchiglia aveva cominciato a considerare lo sgradito ospite in maniera diversa.

La conchiglia era diventata consapevole che quel granello di sabbia non avrebbe mai potuto cacciarlo via, consumare tutte le sue forze per sputarlo fuori non avrebbe mai portato a niente.

La faceva sentire solo incapace e inutile.

Quel giorno la conchiglia si accorse del cambiamento e di come quell’indesiderato ospite facesse ormai parte di lei.

 

Il Cambiamento e il pescatore

Il pescatore osservava la rete che stava riaffiorando in superficie.

Era stata una pessima giornata e i pochi pesci che si vedevano tra le maglie della rete non l’avrebbero cambiata.

Mentre tirava la rete sulla piccola imbarcazione qualcosa fuoriuscì dalle maglie: una conchiglia cadde all’interno della barca.

La prese tra le robuste mani e mentre stava per rigettarla in mare decise di aprirla.

Il marinaio non poteva credere ai suoi occhi: una splendente perla si celava all’interno del mollusco.

Rimase affascinato da tanta bellezza e si chiese quanti pericoli e quante correnti avesse mai dovuto affrontare.

Quanto dolore?

Quante delusioni, quante lacrime e quanta rabbia avevano attraversato la vita di quella grande conchiglia?

Se non avesse sofferto, quella perla non sarebbe mai stata creata.

Il marinaio si soffermò a pensare di come quella preziosa ed unica perla fosse il frutto di tanto dolore e tanti sacrifici.

Guardò ancora una volta quel miracolo tra le dita: “È proprio così che succede. A volte ciò che sembra un problema si rivela successivamente per ciò che è: la nascita di qualcosa di prezioso e unico. È proprio così che il cambiamento abbraccia con forza la vita delle persone.”

 

Solo i più saggi o i più stupidi degli uomini non cambiano mai. (Confucio) Click to Tweet

 

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Il Cambiamento è l’unica costante

Ho voluto scrivere questa breve storia perché la considero un’ottima metafora di ciò che a volte succede nella vita delle persone.

Capita che un evento si abbatta su di noi all’improvviso, lasciandoci senza fiato.

Possiamo decidere di gestire il problema e trasformarlo in una “perla”, proprio come il mollusco fa con l’inaspettato corpo estraneo oppure subirlo.

Facile?

No, a volte reagire a certe situazioni è particolarmente difficile, così difficile che rimaniamo immobili, subiamo la situazione e senza fare alcunché ci rassegniamo: “È così e niente posso farci.”.

Impegnati invece per uscire dall’acqua stagnante in cui ti trovi e smettila di convincerti che un problema familiare sia migliore di una soluzione che non lo è per nulla.

Occorre trovare la forza e la determinazione per capire che possono esserci anche altre strade da percorrere.

Le scelte, per quanto difficili, sono sempre due: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle e la seconda opzione è sempre la migliore.

Questa frase non dà adito a dubbi: o te ne fai una ragione o… te ne fai una ragione.

Prova a vedere il cambiamento in maniera diversa, non deve infatti necessariamente avere una connotazione negativa.

Il cambiamento può essere miglioramento, il cambiamento può essere vissuto come un processo inarrestabile per fare nuove esperienze, per crescere.

Non avremo mai la certezza di riuscire a trasformalo in “una perla“, in un’opportunità… l’unica certezza che invece avremo nel non fare sarà il “nulla“ e continueremo a subire.

 

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Cercare di evitare il cambiamento

Capita spesso di spenderci nel tentativo impossibile di frenare qualcosa di inarrestabile: il cambiamento.

Questo modo di agire crea solo frustrazione e stress.

Il nostro benessere subisce un contraccolpo che finisce per impattare in maniera importante oltre che su di noi anche sulle persone che ci circondano. Se vogliamo veder precipitare la nostra felicità, il modo più efficace è: combattere “contro“ invece che “gestire“.

“Marco, il fatto è che speriamo sempre che le cose tornino alla… normalità.”

Normalità?

Uno dei problemi che più interferisce con la nostra capacità di affrontare le difficoltà è rimanere inermi confidando nel fatto che possano risolversi spontaneamente.

È un atteggiamento il cui unico scopo è quello di evitare una gestione impegnativa e non certa del problema, di tutelarci, ma quale potrà mai essere il risultato?

Credimi, non può funzionare. Devi “solo” cambiare approccio al problema. Ricordandoci che dietro ogni problema si nasconde spesso un’opportunità.

 

Voglio lasciarmi andare, voglio farmi catturare, rinunciare ai miei punti di riferimento, sgusciar fuori dalla persona che sono, abbandonarmi tutto alle spalle, come un serpente che si libera della sua vecchia pelle. (Khaled Hosseini)

 

L’errore che facciamo è cercare di frenare il mondo che cambia intorno a noi.

Valuta invece i cambiamenti in essere e per quanto possibile prova ad anticipare quelli a breve e medio termine.

Cambiare strategia non significa avere sbagliato, vuol dire solamente che è giunto il momento di aggiustare il tiro oppure, perché no, cambiare totalmente approccio.

Prima ti accorgerai del cambiamento e prima potrai intervenire.

 

Quando diciamo cose come “Le persone non cambiano”, facciamo impazzire gli scienziati. Perché il cambiamento è letteralmente l’unica costante di tutta la scienza. L’energia, la materia, cambiano continuamente, si trasformano, si fondono, crescono e muoiono. Il fatto che le persone cerchino di non cambiare è innaturale, il modo in cui ci aggrappiamo alle cose come erano invece di lasciarle così come sono, il modo in cui ci aggrappiamo ai vecchi ricordi invece di farcene dei nuovi, il modo in cui insistiamo nel credere, malgrado tutte le indicazioni scientifiche, che nella vita tutto sia per sempre. Il cambiamento è costante. Come viviamo il cambiamento, questo dipende da noi. Possiamo sentirlo come una morte o possiamo sentirlo come una seconda occasione di vita. Se apriamo le dita, se allentiamo la presa e lasciamo che ci trasporti, possiamo sentirlo come adrenalina pura, come se in ogni momento potessimo avere un’altra occasione di vita, come se in ogni momento potessimo nascere ancora una volta. (Cit. Grey’s Anatomy)

 

Il cambiamento è un processo costante e inarrestabile col quale il futuro invade le nostre vite. Click to Tweet

 

Per concludere

Qual è il tuo punto di vista in merito al Cambiamento?

Lo consideri un problema o un’opportunità?

È qualcosa da frenare, scansare o “cavalcare”?

Guardandoti indietro sei mai riuscito a trasformare un problema, un imprevisto, in… una perla?

 

 

Firma Marco Little UYM

Immagine principale Il cambiamento

 

 

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Ciao, mi chiamo Marco Cammilli e sono l'autore di UpgradeYourMind. Voglio condividere con te i miei studi e le mie esperienze nell'ambito della crescita personale. Scopri le strategie pratiche e immediate per migliorare la qualità della vita. Buona navigazione. Marco.

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